Pellizza da Volpedo

Pellizza da Volpedo

martedì 21 aprile 2015

rassegna fiscale periodica


IN BREVE
·         L’Agenzia Entrate chiarisce il “nuovo” reverse charge
·         Modificate le black list
·         Il 730 precompilato è on line dal 15 aprile: come ottenere il PIN per l’accesso
·         Imposta di Registro dovuta sulle cessione di quote sociali
·         Soppressione dell'esenzione del bollo per le auto storiche
·         Società di mediazione: va comunicata anche al REA la variazione del legale rappresentante
·         Procedure concorsuali: momento di emissione delle note di variazione IVA
·         L'Agenzia Entrate ha disattivato il servizio di redazione ed invio della dichiarazione Unico 2015
·         Enti cooperativi e società di mutuo soccorso: novità su ispezioni straordinarie, revisioni, modulistica e spese di revisione per il biennio 2015-2016
APPROFONDIMENTI
·         Il “nuovo” reverse charge 2015
·         Le black list si adeguano ai criteri della Stabilità 2015

IN BREVE
IVA
L’Agenzia Entrate chiarisce il “nuovo” reverse charge
Agenzia Entrate, Circolare 27 marzo 2015, n. 14/E
Lo scorso 27 marzo 2015 è stata pubblicata dall’Agenzia Entrate la circolare n. 14/E che ha fornito i primi chiarimenti riguardo all’estensione del meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), prevista dalla legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014), e in vigore dallo scorso 1° gennaio 2015:
•           nel settore edile;
•           nel settore energetico;
•           e per le cessioni di pallet (bancali in legno) “recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo”.
Il provvedimento è stato motivato dalla necessità di contrastare le frodi IVA in settori considerati “a rischio”.
Ricordiamo infatti che l'inversione contabile, o reverse charge è un particolare meccanismo di applicazione dell’IVA, per effetto del quale il destinatario di una cessione di beni o prestazione di servizi, se soggetto passivo nel territorio dello Stato, è tenuto all'assolvimento dell'imposta in luogo del cedente o prestatore.
Il cedente o prestatore emette fattura senza addebitare l'IVA. Il destinatario della cessione di beni o della prestazione del servizio deve integrare la fattura ricevuta con l'indicazione dell'aliquota propria della operazione messa in essere dal cedente o prestatore e della relativa imposta; deve poi registrare il documento sia nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi, che nel registro degli acquisti,  in modo da rendere neutrale l'effetto dell'imposta.

(Vedi l’Approfondimento)

Modificate le black list
MEF, Comunicato 1 aprile 2015, n. 77
Il MEF ha comunicato che, in attuazione delle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2015, sono stati firmati due Decreti ministeriali che modificano le black list sulla "indeducibilità dei costi" e sulle "Controlled Foreign Companies (CFC)".
In particolare, è stato disposto che:
•           ai fini della black list sulla "indeducibilità dei costi" sono eliminati 21 territori, tra cui Emirati Arabi Uniti, Isole Cayman e Isola di Man;
•           dalla black list "CFC" escono invece Filippine, Malesia e Singapore.

(Vedi l’Approfondimento)

DICHIARAZIONI
Il 730 precompilato è on line dal 15 aprile: come ottenere il PIN per l’accesso
Dal 15 aprile sarà disponibile sul sito internet dell’Agenzia Entrate www.agenziaentrate.it il 730 precompilato. Per i cittadini in possesso del Pin dell’Inps, sarà possibile accedere al proprio 730 precompilato direttamente dal sito internet dell’ente previdenziale.
Il Pin per l’accesso a Fisconline e al 730 precompilato può essere ottenuto:
·         online e al telefono - per ottenere l’abilitazione ai servizi telematici occorre connettersi all’homepage del sito www.agenziaentrate.it (Area Riservata > Non sei ancora registrato > Registrazione a Fisconline > Richiedi il codice Pin) e digitare il reddito complessivo indicato nella dichiarazione presentata nel 2014 e il codice fiscale. Gli stessi dati sono richiesti al contribuente che fa richiesta del Pin per telefono al call center al numero 848.800.444. In entrambi i casi il sistema fornirà subito la prima parte del Pin (le prime 4 cifre). Entro 15 giorni il contribuente riceverà proprio al domicilio una lettera con le ultime sei cifre del Pin e la password di accesso.
·         presso gli uffici dell’Agenzia Entrate - dopo avere richiesto in ufficio il Pin per accedere a Fisconline, il contribuente riceve le prime quattro cifre del codice, la password provvisoria e il numero della domanda di abilitazione, da conservare per completare l’abilitazione attraverso internet.
Per ottenere la seconda parte del Pin il contribuente deve collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) e accedere ai servizi di Fisconline inserendo il “nome utente” (il codice fiscale) e la password riportata nel foglio che gli è stato consegnato in ufficio. Successivamente, al primo accesso, il sistema chiede al contribuente di cambiare la password inserendone una nuova (quella provvisoria va comunque conservata). Per completare la registrazione al servizio telematico Fisconline e ricevere le ultime 6 cifre del Pin basta poi selezionare la funzione “Per coloro che  hanno richiesto il Pin ad un ufficio” nella sezione “Profilo utente”, inserire il numero della domanda di abilitazione e cliccare su “invia”.
La seconda parte del Pin e la password iniziale di accesso sono inviate per posta al domicilio del contribuente esclusivamente nel caso in cui a fare richiesta di abilitazione ai servizi telematici in ufficio è un delegato.

I contribuenti in possesso di Smart Card/Cns beneficiano di una procedura semplificata. Il sistema dopo aver effettuato i controlli sulla Carta nazionale dei servizi inserita nel lettore, fornirà immediatamente al contribuente il codice Pin e la password per l’accesso a Fisconline.

Ricordiamo infine che il contribuente può delegare al prelievo del 730 precompilato un CAF o un professionista intermediario abilitato.


IMPOSTA DI REGISTRO
Imposta di Registro dovuta sulle cessione di quote sociali
Agenzia Entrate, Risoluzione 2 aprile 2015, n. 35
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che se l’atto di cessione di quote sociali riguarda:
•           più quote sociali da parte di più cedenti a più cessionari;
•           più quote sociali da parte di più cedenti a un unico cessionario;
•           una quota sociale da parte dell'unico titolare a più cessionari;
ciascuna singola cessione di quota contenuta nell’atto rileva autonomamente ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro poiché trattasi di disposizioni autonome a contenuto patrimoniale.


TASSA CIRCOLAZIONE

Soppressione dell'esenzione del bollo per le auto storiche

Agenzia Entrate, Risoluzione 1 aprile 2015, n. 4/DF
L’Agenzia Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla soppressione dell'esenzione dalle tasse automobilistiche per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico, prevista dall'art. 1, comma 666, della legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015).
La norma ha previsto che l'esenzione dalle tasse automobilistiche è soppressa per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico di almeno 20 anni di età. Tali veicoli scontano quindi la tassa automobilistica e l'IPT "ordinariamente".
L’esenzione è invece ancora valida per auto e moto, non adibite a uso professionale, con almeno 30 anni di età; per tali veicoli è dovuta la tassa di circolazione forfetaria annua e l'IPT in misura fissa.
La Risoluzione ricorda che le Regioni non possono intervenire sulla disciplina del bollo auto che è un "tributo proprio derivato", ossia istituito e regolato da leggi statali, e pertanto, le norme regionali che prevedono la reintroduzione delle esenzioni cancellate dalla Legge di Stabilità 2015 devono considerarsi abrogate, in quanto incompatibili con la disciplina nazionale e suscettibili di essere impugnate davanti alla Corte costituzionale.


SOCIETÀ

Società di mediazione: va comunicata anche al REA la variazione del legale rappresentante

Ministero dello sviluppo economico, Parere 9 marzo 2015, n. 31735
Il Mise ha comunicato che la variazione del legale rappresentante di una società di mediazione deve essere comunicata al Registro delle Imprese ma anche al Repertorio Economico Amministrativo, con i requisiti di idoneità del nuovo legale rappresentante, necessari per la prosecuzione dell’attività mediatizia.
La contestuale comunicazione al REA dei titoli posseduti dal nuovo legale rappresentante costituisce infatti, secondo il Mise, condizione necessaria alla corretta prosecuzione dell’attività di Agenti di affari in mediazione.


IVA

Procedure concorsuali: momento di emissione delle note di variazione IVA

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ha emanato la norma di comportamento n.192, concernente il momento di emissione delle note di variazione IVA nelle procedure concorsuali.
La norma esprime un importante principio: “Nel caso di procedure concorsuali, il fornitore ha diritto di emettere una nota credito ai sensi dell’art. 26, comma 2, del D.P.R. 633/1972, nel momento in cui l’ammontare originariamente addebitato in fattura si manifesta, in tutto o in parte, non recuperabile e, quindi, anche prima della conclusione della procedura. L’emissione della nota di variazione, ai fini IVA, può coincidere temporalmente con la rilevazione della perdita ai fini delle imposte dirette, secondo i parametri fissati dall’articolo 101, comma 5, del D.P.R. 917/1986.”.


DICHIARAZIONI
L'Agenzia Entrate ha disattivato il servizio di redazione ed invio della dichiarazione Unico 2015
L'Agenzia delle Entrate ha disattivato il servizio per la compilazione e la trasmissione delle dichiarazioni.
I contribuenti non potranno più recarsi presso gli uffici locali dell'Agenzia per provvedere alla predisposizione e all'invio invio del Modello Unico ma dovranno obbligatoriamente rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato.



SOCIETÀ
Enti cooperativi e società di mutuo soccorso: novità su ispezioni straordinarie, revisioni, modulistica e spese di revisione per il biennio 2015-2016
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato due nuovi decreti che riguardano gli enti cooperativi e le società di mutuo soccorso.
I due decreti, entrambi datati 23 febbraio 2015, riguardano le ispezioni straordinarie e la revisione degli enti cooperativi.
Il primo detta le disposizioni inerenti le modalità di effettuazione delle ispezioni straordinarie nei confronti degli enti cooperativi e al contempo approva la nuova relativa modulistica, mentre il secondo riguarda l'approvazione della nuova modulistica per l'effettuazione delle revisioni cooperative.



APPROFONDIMENTI
IVA
Il “nuovo” reverse charge 2015
Lo scorso 27 marzo 2015 è stata pubblicata dall’Agenzia Entrate la circolare n. 14/E che ha fornito i primi chiarimenti riguardo all’estensione del meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), prevista dalla legge di Stabilità 2015 (legge n. 190/2014), e in vigore dallo scorso 1° gennaio 2015:
•           nel settore edile;
•           nel settore energetico;
•           e per le cessioni di pallet (bancali in legno) “recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo”.

Settore edile e connessi
Dal 1° gennaio 2015 l’obbligo di inversione contabile è stato esteso alle “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici” sconfinando quindi in settori diversi da quello edile (come per esempio il settore delle pulizie).
Rileva l’attività svolta e non l’attività principale del prestatore. I soggetti IVA che rendono i servizi indicati devono quindi applicare il reverse charge indipendentemente dalla circostanza che si tratti di prestatori che operano nel settore edile, ossia che svolgono un’attività economica compresa nei codici della sezione F della classificazione delle attività economiche Ateco.
Per le attività identificate dalla sezione F della classificazione delle attività economiche Ateco, diverse da quelle di installazione di impianti, demolizione e completamento, il reverse charge si applica solo in caso di subappalto.
Restano escluse dal reverse charge le forniture di beni con posa in opera che costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi (la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene).

La circolare n. 14/E ha chiarito la definizione di “edificio” (anche per individuare quali servizi di pulizia sono assoggettati alla nuova normativa) ribadendo che per “edificio e fabbricato si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome”. La norma non si deve quindi applicare a tutti gli immobili ma solo ai fabbricati come sopra definiti (sia i fabbricati a uso abitativo sia quelli strumentali, anche di nuova costruzione, inclusi i fabbricati in corso di costruzione rientranti nella categoria catastale F3 e le “unità in corso di definizione” rientranti nella categoria catastale F4).
Restano escluse le prestazioni di servizi relative a terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, eccetera, salvo che questi non costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi, giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti).
Qualora un unico contratto comprenda più prestazioni di servizi, in parte soggette al regime dell’inversione contabile e in parte soggette all’applicazione dell’IVA nelle modalità ordinarie, si dovrà procedere alla scomposizione delle operazioni, individuando le singole prestazioni assoggettabili al regime del reverse charge. La circolare prevede però che, in una logica di semplificazione, se un contratto che comprende diverse prestazioni, assoggettabili o meno al regime, si applicherà l’IVA secondo le modalità ordinarie.

La circolare sostiene che per l’individuazione delle prestazioni di servizi di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici si debba fare riferimento alla classificazione delle prestazioni nell’ambito delle attività economiche ATECO 2007 e in proposito osserva che le attività di “demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici” sono espressamente menzionate nelle seguenti voci della Tabella ATECO 2007:
Demolizione
43.11.00 Demolizione
Installazione di impianti relativi ad edifici
43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);
43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici).

Anche con riguardo al termine “completamento” di edifici, la circolare rinvia alle classificazioni fornite dai seguenti codici attività ATECO 2007:
43.31.00 Intonacatura e stuccatura;
43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;
43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di “arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;
43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri;
43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri;
43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili – muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici);
43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”.
Devono invece essere escluse dal meccanismo dell’inversione contabile le prestazioni di servizi relative alla preparazione del cantiere di cui al codice ATECO 2007 43.12, in quanto le stesse non sono riferibili alla fase del completamento, bensì a quella propedeutica della costruzione.

Settore energetico
Il meccanismo del reverse charge è stato esteso anche al settore energetico e, in particolare:
                     ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite dall’articolo 3 della Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi dell’articolo 12 della medesima Direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni;
                     ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata Direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
                     alle cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore ai sensi dell’articolo 7-bis, comma 3, lettera a).
La nuova disposizione è una misura di carattere temporaneo (fino al 31 dicembre 2018) nel rispetto dei vincoli posti dalla Direttiva 112/2006 (articolo 199-bis).
Con riferimento ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all’articolo 3 della Direttiva n. 2003/87/CE e ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla Direttiva n. 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica, la circolare precisa che vanno ricompresi nella fattispecie anche i trasferimenti di certificati che hanno finalità di incentivazione dell’efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili, quali ad esempio i certificati verdi, i titoli di efficienza energetica (c.d. certificati bianchi) e le garanzie di origine.

L’Agenzia Entrate ritiene che debbano essere compresi nell’ambito applicativo della lettera d-ter) anche le unità di riduzione delle emissioni (ERU) e le riduzioni certificate delle emissioni (CER).

Con riferimento al fatto che l’estensione del reverse charge riguardi le cessioni di gas e di energia elettrica al ‘soggetto passivo-rivenditore’, la circolare n. 14/E precisa che per soggetto passivo-rivenditore deve intendersi “un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica (…) è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile” (articolo 7-bis, comma 3, lettera a), del DPR n. 633 del 1972).
La circolare n. 54/E del 23 dicembre 2004 aveva già precisato che, ai fini della individuazione, in capo al soggetto passivo rivenditore, del requisito dell’acquisto e della rivendita, in via principale, di gas e di elettricità non era necessario avere riguardo al complesso delle attività svolte dal soggetto interessato, ma bisognava esaminare il comportamento del soggetto in relazione ai singoli acquisti di gas ed elettricità. La stessa circolare aveva inoltre precisato, che non fa venir meno la qualificazione di “rivenditore” la circostanza che una parte del prodotto acquistato possa essere destinato a sopperire agli immediati bisogni del soggetto stesso, nell’ambito ovviamente dell’esercizio della sua attività economica, a condizione che tale uso e consumo sia di trascurabile entità.
Alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto che non sia qualificabile come ‘soggetto passivo-rivenditore’, secondo la definizione sopra riportata, l’IVA deve essere applicata con le modalità ordinarie.
Il meccanismo del reverse charge non può ritenersi applicabile alle cessioni di GPL (Gas di Petrolio Liquefatto), in quanto tale sostanza presenta caratteristiche più simili agli oli minerali che non ai gas vettoriati tramite sistemi o reti di gas naturale. 

Split payment e reverse charge
Lo split payment si applica alle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici, che non risultano debitori d’imposta; non si applica, invece, alle operazioni soggette al sistema del reverse charge, relativamente ai quali l’ente pubblico assume la veste di debitore dell’IVA.
Nella maggioranza dei casi, sarà l’ente della PA a dover comunicare al fornitore se il fabbricato oggetto dell’intervento è da considerarsi “commerciale” o “istituzionale”.

Acquisti di servizi promiscui da parte di un ente non commerciale
Se un ente non commerciale acquista un servizio destinato, in parte allo svolgimento della propria attività commerciale e in parte allo svolgimento della propria attività istituzionale, ai fini dell’individuazione della modalità di applicazione del tributo, occorrerà far riferimento a criteri oggettivi per distinguere la quota di servizi da imputare alla gestione commerciale dell’ente, assoggettabile al meccanismo dell’inversione contabile, da quella imputabile all’attività istituzionale. Si dovrà tener conto di criteri oggettivi anche nel caso di un contratto che comprende servizi a cui si applica il reverse charge e altri per cui deve essere seguita la modalità ordinaria.
Anche il questo caso è opportuno che sia l’ente a dover comunicare al fornitore se il fabbricato oggetto dell’intervento è da considerarsi “commerciale” o “istituzionale”.

Pallet recuperati
Dal 1° gennaio 2015 il meccanismo dell’inversione contabile è stato esteso anche alle cessioni di “bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo”.
I principali dubbi, in questo caso, nascevano dall’interpretazione della locuzione “cicli di utilizzo successivi al primo”.
La circolare, richiamando il dato letterale della norma, ritiene che con la locuzione “cicli di utilizzo successivi al primo”, il Legislatore abbia voluto fare riferimento a tutte le fasi successive alla prima immissione in commercio del pallet nuovo. Conseguentemente, tutte le fasi di rivendita successive alla prima andranno assoggettate al regime dell’inversione contabile. 
Non è quindi richiesta l’ulteriore condizione (prevista invece nel caso dei rottami) che i pallets siano inutilizzabili rispetto alla loro originaria destinazione se non attraverso una fase di lavorazione e trasformazione.

Quando non si applica il reverse charge
La circolare n. 14/E ha tra l’altro precisato che il reverse charge non si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate da soggetti che si avvalgono:
- del nuovo regime “forfetario”
- o del regime dei “minimi”.
Se, invece, questi stessi soggetti acquistano beni o servizi in regime di reverse charge, dovranno assolvere l’imposta secondo tale meccanismo e, non potendo esercitare il diritto alla detrazione, dovranno effettuare il versamento dell’imposta a debito.
Il meccanismo del reverse charge non si applica nemmeno alle prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti che, beneficiando di particolari regimi fiscali, sono di fatto esonerati dagli adempimenti quali l’annotazione delle fatture, la tenuta del registro dei corrispettivi e del registro degli acquisti (ad esempio i produttori agricoli con volume di affari non superiore a 7mila euro).
Infine, relativamente alle operazioni che rientrano nel meccanismo del reverse charge la circolare n. 14/E ha precisato che non si applica il regime di cash accounting (IVA di cassa).

Reverse charge e dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali
La circolare n. 14/E ha precisato che, “qualora la lettera di intento inviata dall’esportatore abituale sia emessa con riferimento ad operazioni assoggettabili al meccanismo dell’inversione contabile, di cui all’articolo 17, comma 6, del medesimo DPR n. 633/1972, relativamente a tali operazioni troverà applicazione la disciplina del reverse charge, che, attesa la finalità antifrode, costituisce la regola prioritaria”.
Anche qualora un esportatore abituale riceva dai fornitori fatture ove non sia facile scindere (anche per ragioni di formulazione del contratto) la parte soggetta al regime del reverse charge da quella soggetta all’applicazione dell’IVA nelle modalità ordinarie, dovrà procedere alla scomposizione dell’operazione oggetto del contratto, individuando le singole prestazioni assoggettabili al regime del reverse charge

Niente sanzioni per gli errori sui “nuovi” reverse charge 2015
La circolare n. 14/E precisa infine che, in considerazione della circostanza che le novità hanno interessato già le fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2015, e che, in assenza di chiarimenti, la nuova disciplina poteva presentare profili di incertezza “sono fatti salvi, con conseguente mancata applicazione di sanzioni, eventuali comportamenti difformi adottati dai contribuenti, anteriormente all’emanazione del presente documento di prassi”. 
  
IVA
Le black list si adeguano ai criteri della Stabilità 2015

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha firmato due decreti ministeriali che modificano le black list sulla “indeducibilità dei costi” e sulle “Controlled Foreign Companies (CFC)”, già emanate in attuazione rispettivamente degli articoli 110 e 167 del testo unico delle imposte sui redditi.
I due decreti danno attuazione alle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2015, che hanno modificato i criteri previsti per l’elaborazione di tali liste con l’obiettivo di favorire l’attività economica e commerciale transfrontaliera delle nostre imprese.
La legge di stabilità (articolo 1, comma 678) ha previsto che l’unico criterio rilevante ai fini della black list sulla “indeducibilità dei costi” relativi a transazioni effettuate con giurisdizioni estere sia la mancanza di un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. È stato eliminato il criterio relativo al livello adeguato di tassazione.
In materia di Controlled Foreign Companies (CFC) l’elaborazione della black list delle giurisdizioni estere è basata sui due criteri dello scambio di informazioni e dell’adeguato livello di tassazione delle imprese controllate estere (articolo 167 del testo unico delle imposte sui redditi). La legge di stabilità (articolo 1, comma 680) ha previsto che un livello di tassazione nel Paese estero inferiore al 50 per cento di quello italiano è considerato sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia.
Con il decreto firmato sono quindi stati eliminati dalla “black list CFC” quei Paesi che, oltre ad avere un accordo con l’Italia sullo scambio di informazioni, applicano un regime generale di imposizione non inferiore al 50%.
Riepiloghiamo le due black list come modificate in base ai decreti.



Black List sulla “indeducibilità dei costi”
Black List “CFC”
Andorra
Angola
Antigua
Bahamas
Bahrein
Barbados
Barbuda
Brunei
Dominica
Ecuador
Giamaica
Gibuti (ex Afar e Issas)
Grenada
Guatemala
Hong Kong
Isole Marshall
Isole Cook
Isole Vergini statunitensi
Kenia
Kiribati (ex Isole Gilbert)
Libano
Liberia
Liechtenstein
Macao
Maldive
Monaco
Nauru
Niue
Nuova Caledonia
Oman
Panama
Polinesia francese
Portorico
Saint Kitts e Nevis
Samoa
Salomone
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Sant’Elena
Sark (Isole del Canale)
Seychelles
Svizzera
Tonga
Tuvalu (ex Isole Ellice)
Uruguay
Vanuatu
Alderney (Isole del Canale)
Andorra
Anguilla
Antille Olandesi
Aruba
Bahamas
Bahrein, con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero
Barbados
Barbuda
Belize
Bermuda
Brunei
Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta
Gibilterra
Gibuti (ex Afar e Issas)
Grenada
Guatemala
Guernsey (Isole del Canale)
Herm (Isole del Canale)
Hong Kong
Isola di Man
Isole Cayman
Isole Cook
Isole Marshall
Isole Turks e Caicos
Isole Vergini britanniche
Isole Vergini statunitensi
Jersey (Isole del Canale)
Kiribati (ex Isole Gilbert)
Libano
Liberia
Liechtenstein
Macao
Maldive
Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato
Montserrat
Nauru
Niue
Nuova Caledonia
Oman
Polinesia francese
Saint Kitts e Nevis
Salomone
Samoa
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Sant'Elena
Sark (Isole del Canale)
Seychelles
Tonga
Tuvalu (ex Isole Ellice)
Vanuatu
Andorra
Angola
Antigua
Bahamas
Bahrein
Barbados
Barbuda
Brunei
Dominica
Ecuador
Giamaica
Gibuti (ex Afar e Issas)
Grenada
Guatemala
Hong Kong
Isole Marshall
Isole Cook
Isole Vergini statunitensi
Kenia
Kiribati (ex Isole Gilbert)
Libano
Liberia
Liechtenstein
Macao
Maldive
Monaco
Nauru
Niue
Nuova Caledonia
Oman
Panama
Polinesia francese
Portorico
Saint Kitts e Nevis
Samoa
Salomone
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Sant’Elena
Sark (Isole del Canale)
Seychelles
Svizzera
Tonga
Tuvalu (ex Isole Ellice)
Uruguay
Vanuatu
Alderney (Isole del Canale)
Andorra
Anguilla
Antille Olandesi
Aruba
Bahamas
Bahrein, con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero
Barbados
Barbuda
Belize
Bermuda
Brunei
Emirati Arabi Uniti, con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta
Gibilterra
Gibuti (ex Afar e Issas)
Grenada
Guatemala
Guernsey (Isole del Canale)
Herm (Isole del Canale)
Hong Kong
Isola di Man
Isole Cayman
Isole Cook
Isole Marshall
Isole Turks e Caicos
Isole Vergini britanniche
Isole Vergini statunitensi
Jersey (Isole del Canale)
Kiribati (ex Isole Gilbert)
Libano
Liberia
Liechtenstein
Macao
Maldive
Monaco, con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato
Montserrat
Nauru
Niue
Nuova Caledonia
Oman
Polinesia francese
Saint Kitts e Nevis
Salomone
Samoa
Saint Lucia
Saint Vincent e Grenadine
Sant'Elena
Sark (Isole del Canale)
Seychelles
Tonga
Tuvalu (ex Isole Ellice)
Vanuatu

mercoledì 1 aprile 2015

rassegna fiscale periodica

IN BREVE
          Spesometro 2015 in scadenza
          Domanda per il rimborso o la compensazione IVA trimestrale entro il 30 aprile
          I limiti per la redazione del bilancio d’esercizio in forma abbreviata
          Esenzione IMU agricola nel 2015
          Fabbricati del gruppo catastale D: approvati i nuovi coefficienti IMU e TASI
          Deducibilità dell’IMU pagata per immobili strumentali
          Agevolazioni fiscali per le piccole imprese creditrici dell’Ilva
          Ulteriore rateazione Equitalia
          Interventi di manutenzione su immobili a prevalente destinazione abitativa: chiarimenti sui “beni significativi”
          Registro sezionale in contabilità per le fatture elettroniche

APPROFONDIMENTI
          Bilancio società di capitali: limiti per la redazione del bilancio abbreviato e termini per l’approvazione
          Il rimborso o la compensazione IVA trimestrale




IN BREVE

ACCERTAMENTO
Entro il 30 ottobre le comunicazioni su finanziamenti all'impresa e beni concessi in godimento a soci o familiari
Agenzia Entrate, Provvedimento 16 aprile 2014 n. 54581
Entro il prossimo 30 ottobre 2014 dovranno essere inviate telematicamente:
·         la comunicazione dei finanziamenti all'impresa da parte di soci e familiari dell'imprenditore,
·         la comunicazione dei beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari,
·         riferite al periodo d’imposta 2013.
L’invio telematico va infatti effettuato, a decorrere da quest’anno, entro il trentesimo giorno successivo alla data di scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento e i finanziamenti o le capitalizzazioni sono stati ricevuti.
(Vedi l’Approfondimento)


ACCERTAMENTO
Prelievi bancari dei lavoratori autonomi: bocciata la presunzione che siano “automaticamente produttivi di reddito”
Corte Costituzionale, Sentenza 6 ottobre 2014, n. 228
La Corte Costituzionale ha finalmente dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 32, comma 1, numero 2), secondo periodo, D.P.R. n. 600/1973, nella parte in cui prevede l'applicazione ai lavoratori autonomi della presunzione per cui i prelevamenti dal conto corrente costituiscono compensi assoggettabili a tassazione, in tutti i casi in cui non siano annotati nelle scritture contabili e se non siano indicati i soggetti beneficiari delle somme prelevate.
La Corte ha bocciato la presunzione automatica poiché lesiva del principio di ragionevolezza, nonché della capacità contributiva: è assolutamente arbitrario ipotizzare che i prelievi dal conto corrente, seppur ingiustificati, siano destinati ad attività della propria sfera professionale tali da produrre un reddito.


IVA
Domanda per il rimborso o la compensazione IVA trimestrale entro il 31 ottobre
Agenzia Entrate, Provvedimento 19 settembre 2014
Al termine di ogni trimestre solare, i contribuenti che hanno maturato nel trimestre (primo, secondo o terzo) un credito IVA superiore a 2.582,28 euro possono chiederne in tutto o in parte il rimborso ovvero l’utilizzo in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
La richiesta deve essere effettuata in via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento mediante modello IVA TR.
L’utilizzo in compensazione del credito Iva infrannuale è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza da cui lo stesso emerge. Il superamento del limite di 5.000 euro annui, riferito all’ammontare complessivo dei crediti trimestrali maturati nell’anno d’imposta, comporta inoltre l’obbligo di utilizzare in compensazione il credito soltanto a decorrere dal 16° giorno del mese successivo alla presentazione del modello.
Con Provvedimento del 19 settembre 2014, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le nuove istruzioni e le specifiche tecniche per la compilazione del modello IVA TR da utilizzare a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al terzo trimestre dell’anno d’imposta 2014. L’aggiornamento si è reso necessario per adeguare le istruzioni del modello alle disposizioni introdotte dal D.M. 10 luglio 2014, che ha individuato nei fabbricanti di aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi (codice Ateco 2007 30.30.09) un’ulteriore categoria di contribuenti per i quali i rimborsi saranno eseguiti in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta.


ANTIRICICLAGGIO
Scade il 31 ottobre il nuovo obbligo di comunicazione PEC per commercialisti, avvocati e notai (se non già inclusi in INI-PEC)
Agenzia Entrate e Guardia di Finanza, Provvedimento 8 agosto 2014, n. 105953; Risoluzione 14 ottobre 2014, n. 88/E; Comunicato Stampa 14 ottobre 2014
Tutti i professionisti destinatari della normativa antiriciclaggio (commercialisti, avvocati, notai, nonché gli intermediari finanziari, i revisori legali e gli altri soggetti di cui all'art. 14 del D.Lgs. n. 231/2007) entro il prossimo 31 ottobre dovranno comunicare all'Agenzia delle Entrate, tramite Entratel o Fisconline, un indirizzo PEC cui l'amministrazione potrà indirizzare le richieste di informazioni riferite a specifiche operazioni con l’estero o rapporti ad esse collegate, nonché l’identità dei titolari effettivi. Lo prevede il Provvedimento congiunto Agenzia/GDF n. 105953 dell’8 agosto 2014.
Con la Risoluzione n. 88/E del 14 ottobre 2014 la Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia Entrate ha però accolto le istanze pervenute dalle Associazioni di categoria ed ha precisato che “in un’ottica di semplificazione …, è ragionevole ritenere che l’aggiornamento del registro degli indirizzi elettronici … possa essere effettuato dall’Agenzia delle entrate, acquisendo direttamente l’indirizzo PEC dal pubblico elenco denominato INI-PEC”.
Consigliamo quindi tutti i clienti interessati, per scrupolo, a verificare che il loro indirizzo PEC sia già presente in INI-PEC: https://www.inipec.gov.it/cerca-pec. Se l’indirizzo PEC è presente, nessuna ulteriore comunicazione sarà dovuta.


SOCIETÀ
Cooperative: unificati i termini di versamento della quota del 3% degli utili di esercizio
D.M. 23 luglio 2014 (G.U. n. 225 del 27 settembre 2014)
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha decretato che il versamento della quota del 3% degli utili di esercizio dovuta dalle società cooperative e dai loro consorzi, non aderenti ad alcuna delle Associazioni nazionali di assistenza e tutela del movimento cooperativo riconosciuta, deve avvenire entro e non oltre 300 giorni dalla data di chiusura dell'esercizio.
In precedenza, il termine era fissato al “30 ottobre dell'anno in cui era stato approvato il bilancio di esercizio” (D.M. 11 ottobre 2004) e, nel caso delle società cooperative il cui esercizio non coincideva con l'anno solare, il termine era di “90 giorni dall’approvazione del bilancio” (D.M. 1° dicembre 2004).
I contributi devono essere versati esclusivamente tramite modello F24 utilizzando il codice tributo «3012» - denominato: «Quota del 3% degli utili di esercizio e interessi - Art. 11, comma 4 e 6, legge n. 59/1992».


Dal 3 novembre nuovo obbligo di indicazione sulla carta di circolazione per l’utilizzo dell’auto aziendale
A seguito delle novità previste dall'ultima riforma del Codice della Strada, dal prossimo 3 novembre 2014 sarà obbligatorio registrare alla Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi, non intestatario di un veicolo, ne ha comunque la disponibilità per più di 30 giorni.
L'adempimento interessa anche i casi di utilizzo di veicoli aziendali da parte di dipendenti e di comodato (se per un periodo superiore a 30 giorni).
Per gli inadempienti sono previste pesanti sanzioni:
·         multa di 705 euro e
·         ritiro della carta di circolazione.

La novità, già in vigore dal 2012, era rimasta in stand-by a causa della mancata realizzazione delle relative procedure informatiche.
L’obbligo scatta solo per gli atti posti in essere dal 3 novembre 2014 e non per quelli già in corso a quella stessa data.


TRIBUTI LOCALI
Sanzioni per omesso versamento TASI
Con riferimento alla TASI, ciascun Comune designa un funzionario responsabile a cui sono attribuiti tutti i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, compreso il servizio di accertamento e riscossione, nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie riguardanti il tributo.
Il versamento della TASI è indirizzato esclusivamente al Comune competente e deve essere effettuato con modello F24 nonché tramite apposito bollettino di conto corrente postale. E’ esclusa la possibilità di servirsi di servizi elettronici di incasso e di pagamento postali o interbancari.
Per l’omesso versamento della Tasi è prevista la sanzione amministrativa del 30%.
E’ però ammessa la procedura del ravvedimento operoso secondo i consueti termini:

TERMINE ADEMPIMENTO
SANZIONE APPLICATA
entro 14 giorni dal termine previsto per il versamento
0,20% giornaliero
entro 30 giorni dal termine previsto per il versamento
3% (1/10 del 30%)
entro 1 anno dal termine previsto per il versamento
3,75% (1/8 del 30%)
oltre ad interessi da calcolare a giorni al tasso legale (attualmente 1% annuo).


BILANCIO
Il nuovo principio contabile OIC 10: Rendiconto finanziario
Nell’ambito del progetto di aggiornamento dei principi contabili nazionali, sul sito internet della OIC (Organismo Italiano di Contabilità) sono pubblicati i principi contabili approvati in via definitiva le cui disposizioni si applicano a partire dai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014.
In particolare l’OIC 10 ha lo scopo di definire i criteri per la redazione e presentazione del rendiconto finanziario.
Il principio contabile è destinato alle società che redigono i bilanci d’esercizio in base alle disposizioni del Codice Civile. Le indicazioni del principio sono valide, con i dovuti adattamenti, anche nella redazione del rendiconto finanziario consolidato.
(Vedi l’Approfondimento)





AGEVOLAZIONI
Il regime dei minimi e le prestazioni ex art. 7 D.P.R. n. 633/1972
Agenzia Entrate, Circolare 26 febbraio 2008, n. 13/E
Il contribuente che ha aderito al regime dei minimi non può effettuare cessioni all’esportazione (extraUE) ed operazioni assimilate (artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, D.P.R. n. 633/1972).
Può però effettuare operazioni che non soddisfano il requisito della territorialità ai sensi degli artt. 7 e ss. D.P.R. n. 633/1972, comprese le prestazioni di servizi rese a soggetti esteri (art. 7-ter D.P.R. n. 633/1972). L’effettuazione di prestazioni per le quali non sussiste ai fini dell’IVA il requisito della territorialità non precludono infatti al contribuente l’accesso al regime dei minimi.
Evidenziamo che in caso di servizi resi a clienti intraUE (che ricadrebbero nella fattispecie dell’art. 7-ter) i “minimi” non devono però compilare e trasmettere l’elenco Intrastat Servizi resi, in quanto l’operazione posta in essere non è da intendersi operazione intracomunitaria, bensì “operazione esclusa da IVA effettuata ai sensi dell’art.1, comma 100, della legge Finanziaria per il 2008”.




APPROFONDIMENTI

IVA
Il rimborso o la compensazione IVA trimestrale
Al termine di ogni trimestre solare, i contribuenti che hanno maturato nel trimestre (primo, secondo o terzo) un credito IVA superiore a 2.582,28 euro possono chiederne in tutto o in parte il rimborso ovvero l’utilizzo in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
Il credito IVA infrannuale può essere richiesto a rimborso (o in compensazione):
·         dai contribuenti che esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano operazioni soggette a imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni;
·         dai contribuenti che effettuano operazioni non imponibili (articoli 8, 8-bis e 9 del D.P.R. n. 633/1972) per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni effettuate;
·         dai contribuenti che hanno effettuato nel trimestre acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili;
·         dai soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, identificati direttamente (articolo 35-ter del D.P.R. n. 633/1972) o che hanno nominato un rappresentante residente nel territorio dello Stato;
·         dai soggetti che effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività: prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali; prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni indicate nell’articolo 19, comma 3, lettera a-bis, del D.P.R. n. 633/1972 (art. 8 della legge comunitaria n. 217/2011).
La richiesta deve essere effettuata in via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento mediante modello IVA TR. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 39968 del 20 marzo 2015 è stato approvato il nuovo Modello TR, utilizzabile a partire dalle richieste relative al credito Iva del primo trimestre 2015. In particolare, il nuovo modello "IVA TR 2015":
         ha un rigo dedicato alle operazioni effettuate applicando il meccanismo dello split payment, cioè le operazioni verso la Pa e per le quali l’Iva evidenziata in fattura deve essere versata direttamente dall’amministrazione acquirente;
         contiene anche le informazioni necessarie per gestire le nuove modalità di erogazione dei rimborsi introdotte dal Decreto Semplificazioni (D.Lgs. n.175/2014). Anche i rimborsi trimestrali di importo superiore a 15mila euro possono essere erogati senza prestazione di garanzia, se non sussistono le ipotesi di rischio, quando l’istanza di rimborso è dotata del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di controllo e dell’attestazione patrimoniale e contributiva.

L’utilizzo in compensazione del credito Iva infrannuale è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza da cui lo stesso emerge. Il superamento del limite di 5.000 euro annui, riferito all’ammontare complessivo dei crediti trimestrali maturati nell’anno d’imposta, comporta inoltre l’obbligo di utilizzare in compensazione il credito soltanto a decorrere dal 16° giorno del mese successivo alla presentazione del modello.




SOCIETÀ
Bilancio società di capitali:
limiti per la redazione del bilancio abbreviato e termini per l’approvazione
I bilanci delle società di capitali vanno redatti nella forma estesa qualora nel primo esercizio o successivamente per due esercizi consecutivi siano superati due dei seguenti tre parametri:
1) totale attivo € 4.400.000
2) ricavi vendite e prestazioni € 8.800.000
3) dipendenti occupati in media n. 50.
Negli altri casi il bilancio può essere redatto in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis del Codice Civile. La redazione del bilancio in forma abbreviata è sempre preclusa alle società che hanno emesso titoli negoziati in mercati regolamentati.

Ricordiamo che i termini legati all’approvazione dei bilanci delle società di capitali per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2014 sono:
         entro il 30 aprile 2015 (120 giorni dalla chiusura dell’esercizio), deve essere convocata l’assemblea dei soci (in prima convocazione) per l’approvazione del bilancio per i casi ordinari;
         entro il 29 giugno 2014 (180 giorni dalla chiusura dell’esercizio), deve essere convocata l’assemblea dei soci (in prima convocazione) per l’approvazione del bilancio, per le società tenute al bilancio consolidato o che per altri motivi ricorrono al maggior termine di 180 giorni.

Ai sensi dell’art. 2429 del Codice Civile:
·         il bilancio, con le copie integrali dell'ultimo bilancio delle società controllate e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle società collegate, deve restare depositato in copia nella sede della società, insieme con le relazioni degli amministratori (ed eventualmente dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti), durante i 15 giorni che precedono l'assemblea (quindi entro il 15 aprile 2015 per i bilanci da approvare il 30 aprile 2015);
·         nelle società con organo di controllo, il bilancio deve essere comunicato dagli amministratori al collegio sindacale e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti, con la relazione, almeno 30 giorni prima di quello fissato per l'assemblea che deve discuterlo.
Ne consegue che la bozza di bilancio:
·         nelle società con organo di controllo dovrà essere predisposta ed approvata dall’organo amministrativo entro il 31 marzo 2015, in modo che il collegio sindacale e/o il revisore contabile possano predisporre la loro relazione entro il 15 aprile 2015;
·         nelle Srl senza organo di controllo dovrà invece essere predisposta ed approvata dall’organo amministrativo entro il 15 aprile 2015.

Dopo l’approvazione, ai sensi dell’art. 2435 del Codice Civile, gli amministratori devono provvedere, entro 30 giorni, a depositare il bilancio presso l'ufficio del registro delle imprese, corredato dalle relazioni e dal verbale di approvazione. Entro lo stesso termine, per le società per azioni non quotate, deve essere depositato anche l'elenco dei soci riferito alla data di approvazione del bilancio, con l'indicazione analitica delle modifiche avvenute a partire dalla data di approvazione del bilancio dell'esercizio precedente.
Dal 2010 tutte le società di capitali sono tenute al deposito del Bilancio XBRL, limitato ai prospetti di sintesi (Stato Patrimoniale, Conto Economico e Conti d’Ordine), ad esclusione di quelle che applicano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) tra cui le società quotate, le banche e gli altri intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia e le società esercenti attività di assicurazione e riassicurazione che utilizzano schemi specifici.

Per i bilanci riferiti ad esercizi chiusi al 31 dicembre 2014 o successivamente ed approvati a decorrere dal 3 marzo 2015 sarà necessario depositare in formato XBRL anche la nota integrativa.