Pellizza da Volpedo

Pellizza da Volpedo

giovedì 3 aprile 2014

rassegna fiscale periodica

IN BREVE
·         Scadenza spesometro (operazioni Iva relative al 2013)
·         Domanda per il rimborso o la compensazione IVA trimestrale entro il 30 aprile
·         Scadenza comunicazioni finanziamenti all'impresa e beni concessi in godimento a soci o familiari
·         Deducibilità dell’IMU pagata per immobili strumentali
·         Deducibili gli ammortamenti ex rivalutazioni immobili D.L. n. 185/2008
·         Agenzia Entrate chiede l’IBAN per accreditare i rimborsi
·         APE obbligatoria per tutti i contratti di trasferimento, tranne i casi di locazione di singole unità immobiliari
·         Agevolazioni fiscali per gli investimenti in start-up innovative
·         Rideterminazione crediti d'imposta
·         Niente IRAP per il professionista con dipendenti occasionali
·         Metodologie di controllo per le PMI: aggiornamenti e novità

APPROFONDIMENTI
·         Lo spesometro
·         Le comunicazioni telematiche dei finanziamenti all'impresa e dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore





IN BREVE

IVA

Scadenza spesometro (operazioni Iva relative al 2013)

Ricordiamo l’approssimarsi delle scadenze per l’invio telematico della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nel periodo d’imposta 2013 (“spesometro”): i soggetti obbligati che effettuano la liquidazione Iva mensile devono trasmettere la comunicazione entro il 10 aprile 2014; per gli altri, il termine è il 22 aprile 2014 (in quanto il 20 e 21 aprile sono festivi).
La comunicazione può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o in forma aggregata. L’opzione è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.
(Vedi l’Approfondimento)

Domanda per il rimborso o la compensazione IVA trimestrale entro il 30 aprile

Al termine di ogni trimestre solare, i contribuenti che hanno maturato nel trimestre (primo, secondo o terzo) un credito IVA superiore a 2.582,28 euro possono chiederne in tutto o in parte il rimborso ovvero l’utilizzo in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
La richiesta deve essere effettuata in via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento mediante modello IVA TR. Con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 26 marzo 2014 è stato approvato il nuovo Modello TR, utilizzabile a partire dalle richieste relative al credito Iva del primo trimestre 2014.
L’utilizzo in compensazione del credito Iva infrannuale è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza da cui lo stesso emerge. Il superamento del limite di 5.000 euro annui, riferito all’ammontare complessivo dei crediti trimestrali maturati nell’anno d’imposta, comporta inoltre l’obbligo di utilizzare in compensazione il credito soltanto a decorrere dal 16° giorno del mese successivo alla presentazione del modello.

 

IMPOSTE DIRETTE

Scadenza comunicazioni finanziamenti all'impresa e beni concessi in godimento a soci o familiari

Entro il prossimo 30 aprile 2014 dovranno essere inviate telematicamente:
       la comunicazione dei finanziamenti all'impresa da parte di soci e familiari dell'imprenditore,
       la comunicazione dei beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari,
riferite al periodo d’imposta 2013.
(Vedi l’Approfondimento)

Deducibilità dell’IMU pagata per immobili strumentali

Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, comma 715, che modifica l’art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 23/2011
La legge di Stabilità 2014 prevede la deducibilità dal reddito di impresa e dal reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni dell’IMU riferita agli immobili strumentali (per natura e/o per destinazione), nella misura del 20%. Per il solo periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013 la deducibilità è elevata al 30%.
L’IMU resta invece interamente indeducibile dal valore della produzione assoggettato ad IRAP.
In assenza di precise indicazioni normative si ritiene che debba applicarsi il criterio di cassa e quindi che sia deducibile solo l’IMU “pagata” nell’esercizio. Da indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate emerge che non è comunque deducibile l’IMU riferibile a periodi di imposta anteriori a quello da cui la norma è in vigore (resterebbe quindi totalmente indeducibile l’IMU relativa al 2012 anche se pagata nel corso del 2013).

Deducibili gli ammortamenti ex rivalutazioni immobili D.L. n. 185/2008

D.L. 29 novembre 2008, n. 185, art. 15, commi 16 e ss.
I soggetti che hanno rivalutato i beni immobili d’impresa nel bilancio dell’esercizio 2008, con versamento dell’imposta sostitutiva ai fini del riconoscimento dei maggior valore dei beni, potranno iniziare a detrarre i relativi ammortamenti dal periodo 2013 (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).
La norma prevedeva infatti che il riconoscimento dei maggiori valori ai fini delle imposte sui redditi ed IRAP operasse a decorrere dal quinto esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione risultava eseguita.


RISCOSSIONE E VERSAMENTI

Agenzia Entrate chiede l’IBAN per accreditare i rimborsi

L’Agenzia Entrate sta richiedendo tramite Pec le coordinate bancarie per poter accreditare le somme relative ai rimborsi delle imposte sui redditi derivanti dalla deducibilità dell’Irap sul costo del lavoro (art. 6, comma 1, D.L. n. 185/2008).
Per accelerare l’erogazione degli importi, tramite accredito su conto corrente, è opportuno comunicare il proprio codice Iban.
La comunicazione o l’aggiornamento dell’Iban puo’ avvenire in due modi:
       direttamente online, sul sito dell’Agenzia, accedendo all’area autenticata, riservata agli utenti abilitati ai servizi telematici;
       presentando a un qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate il modello di richiesta di accreditamento, disponibile presso lo stesso ufficio o scaricabile dal sito dell’Agenzia.
Se non viene comunicato il codice Iban, si procede secondo l’iter tradizionale, che però comporta tempi più lunghi per riscuotere le somme spettanti. Con l’accredito diretto sul proprio conto corrente, invece, il rimborso arriva in maniera più sollecita e in sicurezza, senza che ciò comporti alcun aggravio economico per il contribuente che deve riceverlo.
L'opportunità di richiedere l'accredito dei rimborsi provenienti dall'Amministrazione finanziaria non è riservata alle sole imprese, ma è aperta a tutti i contribuenti.


IMMOBILI
APE obbligatoria per tutti i contratti di trasferimento, tranne i casi di locazione di singole unità immobiliari
Legge 21 febbraio 2014, n. 9, di conversione con modificazioni del D.L. 23 dicembre 2013, n. 145 (Destinazione Italia)
La legge di conversione del decreto “Destinazione Italia” prevede che nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione sia inserita una clausola in cui l'acquirente/conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione comprensiva dell'attestato APE. Copia dell'attestato di prestazione energetica deve anche essere allegata al contratto, tranne nei casi di locazione di singole unità immobiliari.
In caso di omessa dichiarazione o di mancata allegazione dell'APE le parti sono sanzionabili (dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia Entrate all'atto della registrazione), in solido tra loro, con sanzione amministrativa pecuniaria:
       da 1.000 a 4.000 euro per i contratti di locazione di singole unità immobiliari, riducibile al 50% se la durata della locazione non eccede i 3 anni,
       da 3.000 a 18.000 euro negli altri casi,
e la dichiarazione o la copia dell'APE dovrà comunque essere presentata entro 45 giorni.


AGEVOLAZIONI

Agevolazioni fiscali per gli investimenti in start-up innovative

D.M. 30 gennaio 2014
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo degli incentivi fiscali previsti dal D.L. n. 179/2012 in favore dei soggetti che investono in start-up innovative.
Sia in caso di costituzione di una nuova start-up innovativa, sia in quello di incremento del capitale sociale di una già esistente, è previsto:
       per le persone fisiche, una detrazione del 19% della somma investita, nel limite massimo di euro 500.000 per ciascun periodo d'imposta;
       per i soggetti passivi IRES, una deduzione pari al 20%, delle somme investite, per un importo massimo di 1,8 milioni di euro.

Rideterminazione crediti d'imposta

D.P.C.M. 20 febbraio 2014, attuativo dell'art. 1, comma 577, legge n. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014)
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che ridetermina la misura di molteplici crediti d'imposta. In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2014, è prevista la riduzione nella misura massima del 15% dei seguenti crediti d'imposta:
       credito d'imposta per l'acquisto di veicoli alimentati a metano o GPL o a trazione elettrica o per l'installazione di impianti di alimentazione a metano e GPL (art. 1, D.L. n. 324/1997);
       credito d'imposta per gli esercenti sale cinematografiche (art. 20, comma 1, D.Lgs. n. 60/1999);
       credito d'imposta in favore dei gestori di reti di teleriscaldamento (art. 2, comma 12, legge n. 203/2008);
       credito d'imposta per l'agevolazione delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13, legge n. 388/2000);
       riduzioni delle aliquote di accisa su gasolio, benzina e gas naturale impiegati come carburanti per il servizio pubblico da banchina per il trasporto di persone (punto 12 della Tabella A, D.Lgs. n. 504/1995).

La riduzione dei crediti d'imposta sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori (art. 2, comma 58, D.Lgs. n. 262/2006; art. 23, comma 50-quater, D.L. n. 98/2011) e dei crediti d'imposta per l'erogazione di borse di studio a studenti universitari (art. 1, commi da 285 a 287, legge n. 228/2012) sono invece rinviati al 2015.


IRAP

Niente IRAP per il professionista con dipendenti occasionali

Corte di Cassazione, Ordinanza 20 febbraio 2014, n. 4111
La Corte di Cassazione ha stabilito che non deve essere assoggetto ad IRAP il professionista che si avvalga di lavoratori dipendenti in maniera occasionale. Secondo i Giudici, per configurare un’autonoma organizzazione è necessaria la presenza di lavoratori non occasionali e stabilmente inseriti nella struttura dello studio.


ACCERTAMENTO

Metodologie di controllo per le PMI: aggiornamenti e novità

Al fine di verificare la correttezza fiscale degli operatori economici che intrattengono rapporti diretti con i consumatori finali, l’Agenzia delle Entrate predispone ed aggiorna periodicamente apposite metodologie di controllo per alcune attività economiche. L’obiettivo delle metodologie è quello di:
       uniformare i comportamenti operativi degli uffici al fine di assicurare ai controlli uno standard qualitativo più elevato;
       contribuire allo sviluppo di maggiori professionalità e capacità di controllo del personale;
       aumentare la proficuità dei risultati attraverso una sistematica utilizzazione delle indagini indirette (riscontri esterni, ecc.);
       indirizzare le indagini sugli aspetti sostanziali della posizione fiscale del contribuente, riducendo al minimo i controlli formali.
Le metodologie di controllo sono pubblicate sul sito internet dell’Agenzia Entrate; oltre alle 97 tipologie già esistenti, da alcuni giorni è disponibile anche la metodologia riferita all’attività di recapito di corrispondenza non indirizzata e volantinaggio, afferente il mondo della distribuzione “door to door”.




APPROFONDIMENTI

IVA
Lo spesometro
L’art. 21 del D.L. n. 78/2010 (come modificato dall’art. 2, comma 6, del D.L. n. 16/2012) ha introdotto l’obbligo, per i soggetti IVA, di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nel periodo d’imposta (“spesometro”).
Nella sua prima versione la comunicazione era riservata alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi, rese e ricevute, di valore pari o superiore ai 3.000 euro, al netto di IVA, per le operazioni documentate da fattura, oppure di 3.600 euro, comprensivi d’IVA, relativamente alle operazioni non documentate da fattura.
Successivamente, per le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2012 la comunicazione è stata prevista per tutte le operazioni fatturate, con il solo limite di 3.600 per le operazioni per le quali non c’è obbligo di emissione della fattura.
L’obbligo di comunicazione riguarda quindi:
1.    le cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, a prescindere dall’importo;
2.    le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non c’è l’obbligo di emissione della fattura, se l’importo unitario dell’operazione è pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell'IVA;
3.    le operazioni in contanti legate al turismo di importo pari o superiore a mille euro, effettuate da chi esercita commercio al minuto e attività assimilate, o da agenzie di viaggi e turismo (i soggetti indicati agli artt. 22 e 74-ter del D.P.R. n. 633/1972), nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell'Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato.
In deroga alla regola che prevede la comunicazione di tutte le operazioni per le quali si è emessa la fattura, per ragioni di semplificazione:
       ai soggetti che esercitano commercio al minuto e attività assimilate e alle agenzie di viaggi e turismo, è consentito, per le operazioni attive relative al 2012 e al 2013, la comunicazione di quelle per le quali viene emessa fattura di importo unitario pari o superiore a 3.600 euro, Iva compresa;
       in caso di registrazione di documento riepilogativo delle fatture attive e passive, di importo non superiore a 300 euro, disciplinato dall’art. 6, commi 6 e 7, del D.P.R. n. 695/1996 è possibile indicare nella comunicazione il riferimento al “documento riepilogativo”, senza aggiungere i dati di tutte le controparti indicate nelle singole fatture inferiori ai 300 euro (al netto di IVA).
Sono escluse dall'obbligo di comunicazione:
       le importazioni;
       le esportazioni indicate all'art. 8, comma 1, lettere a) e b), del D.P.R. n. 633/1972;
       le operazioni intracomunitarie;
       quelle che costituiscono già oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria;
       le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti di contribuenti, non soggetti passivi Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate.
Sono esonerati dall’invio dello spesometro i contribuenti che si avvalgono del regime dei nuovi minimi (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98). L’obbligo è invece previsto per le pro loco e le associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per il regime semplificato della legge n. 398/1991.
Lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri organismi di diritto pubblico sono esclusi dall'invio della comunicazione per il 2012 e il 2013. Dal 2014 sono obbligati a trasmettere la comunicazione delle operazioni non documentate da fattura elettronica.
La comunicazione può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o in forma aggregata. L’opzione è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.
Per i dati riferiti al periodo d’imposta 2013, i soggetti obbligati che effettuano la liquidazione Iva mensile devono trasmettere la comunicazione entro il 10 aprile 2014; per gli altri, il termine è il 22 aprile 2014 (in quanto il 20 e 21 aprile sono festivi).


IMPOSTE DIRETTE

Le comunicazioni telematiche dei finanziamenti all'impresa e dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore

A partire dal 2012, i soggetti che esercitano attività d'impresa, devono comunicare telematicamente all’Anagrafe tributaria i dati (e i relativi importi) delle persone fisiche, soci o familiari dell'imprenditore, che nel periodo d’imposta hanno concesso finanziamenti all’impresa o effettuato capitalizzazioni alla stessa.
La comunicazione va effettuata solo se nell'anno di riferimento l’ammontare complessivo dei versamenti è pari o superiore a 3.600 euro. Il limite è riferito, distintamente, ai finanziamenti annui e alle capitalizzazioni annue.
Sono esclusi dall'obbligo di comunicazione i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione finanziaria è già in possesso (ad esempio, un finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata).
Il termine ordinario per effettuare la comunicazione è il 30 aprile dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le altre forme di capitalizzazione: la scadenza per il periodo d’imposta 2013 è quindi il 30 aprile 2014.

Sempre dal 2012, i soggetti che esercitano attività d'impresa, devono comunicare anche i dati anagrafici dei soci o dei familiari che hanno ricevuto in godimento i beni dell’impresa (art. 2, comma 36-sexiesdecies, del D.L. n. 138/2011).
La comunicazione può essere effettuata in alternativa anche dai soci o familiari dell’imprenditore.
In particolare vanno comunicati all’Anagrafe tributaria i dati dei soci (comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell'impresa concedente) e dei familiari dell'imprenditore, che hanno ricevuto in godimento beni dell'impresa, qualora ci sia una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in anni precedenti, qualora ne permanga l’utilizzo in quello di riferimento della comunicazione.
La comunicazione deve essere effettuata per i beni concessi in godimento dall'impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.
Sono esclusi dalla comunicazione:
       i beni concessi in godimento agli amministratori;
       i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, che costituiscono fringe benefit;
       i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
       i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci, che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
       gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci;
       i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge.

I beni vanno suddivisi nelle seguenti categorie:
       autovetture;
       altri veicoli;
       unità da diporto;
       aeromobili;
       immobili;
       altri beni (da indicare solo se di valore non superiore a 3.000 euro, al netto di IVA).


Il termine ordinario per effettuare la comunicazione è il 30 aprile dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento: la scadenza per il periodo d’imposta 2013 è quindi il 30 aprile 2014.

mercoledì 19 marzo 2014

rassegna fiscale periodica


IN BREVE
·         Le novità fiscali annunciate dal Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014
·         Il versamento del saldo IVA 2013
·         San Marino esce dalla black list ma resta la comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA
·         Le novità fiscali del nuovo decreto “Salva Roma”
·         Il ravvedimento nella rateazione da definizione
·         Definitivi i crediti d’imposta previsti dal decreto “Destinazione Italia”
·         IRAP deducibile anche per indennità di trasferta e incentivi all’esodo
·         Amministratore “colpevole”, nei confronti della società, per gli omessi versamenti fiscali
·         La deducibilità dell’indennità suppletiva di clientela
·         RI QR Code: il nuovo codice identificativo dei documenti ufficiali della Camera di Commercio

APPROFONDIMENTI
·         La rateazione dei versamenti dovuti in seguito ai controlli automatici e formali
·         La deducibilità dell’IRAP dal reddito d’impresa
IN BREVE

IMPOSTE DIRETTE E IMMOBILI

Le novità fiscali annunciate dal Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014

Governo, Comunicato Stampa 12 marzo 2014
Il Consiglio dei Ministri riunitosi il 12 marzo 2014 ha approvato una relazione del Presidente sui provvedimenti che si attueranno in materia di riforme costituzionali e sugli interventi di politica economica inclusa la riduzione del carico fiscale.
In particolare, tra le misure di carattere fiscale, segnaliamo le anticipazioni fornite dal Governo che dovrebbero essere approvati con i relativi atti tecnici entro le prossime settimane:
·         sono stanziati 10 miliardi di euro di risorse per consentire l’aumento della detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, circa 10 milioni di persone, dal 1° maggio 2014, per un ammontare di circa 1.000 euro netti annui a persona;
·         si prevede la diminuzione del 10% dell’IRAP, che sarà “compensata” dall’aumento dal 20% al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie (ad esclusione dei titoli di Stato);
·         l’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato scenderà, per il quadriennio 2014-2017, dal 15% al 10%. Resterà invece invariata al 21% l’aliquota della cedolare secca per i contratti ordinari. La riduzione interverrebbe anche sui contratti già in corso, seppur limitatamente alle quattro annualità che vanno dal 2014 al 2017.


IVA

Il versamento del saldo IVA 2013

Il 17 marzo (il 16 marzo quest'anno cade di domenica) è scaduto il termine per versare il saldo IVA 2013 per i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA in forma autonoma. Il pagamento può essere rateizzato in un massimo di 9 rate (scadenti il giorno 16 di ciascun mese da marzo in poi) con applicazione di interessi fissi di rateizzazione nella misura dello 0,33% mensile
Chi invece presenta la dichiarazione IVA in UNICO avrà a disposizione ulteriori modalità e tempi di versamento rispetto a quella (comunque possibile) prima illustrata. Il pagamento del saldo IVA 2013 potrà infatti essere effettuato con gli stessi termini previsti per le imposte sui redditi derivanti da UNICO e, quindi:
         entro il 16 giugno 2014;
         entro il 16 luglio 2014, con maggiorazione dello 0,40%.
Resta anche la possibilità di effettuare il versamento in unica soluzione o a rate (entro novembre).
In questo caso però, il versamento dell’IVA dovrà deve essere maggiorato dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese intercorso tra il 17 marzo 2014 ed il 16 giugno 2014 (o 16 luglio 2014).

San Marino esce dalla black list ma resta la comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA

D.M. 12 Febbraio 2014
Il Decreto Ministeriale del 12 Febbraio 2014 ha eliminato la Repubblica di San Marino dall'elenco degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato con effetti dal 24 febbraio 2014.
Ne consegue che dal 24 febbraio viene meno l’obbligo di ricomprendere le operazioni effettuate con imprese di San Marino nel Modello di comunicazione delle operazioni con soggetti aventi sede, residenza o domicilio in paesi a fiscalità privilegiata (c.d. comunicazione black list).
L’eliminazione di San Marino dalla lista dei Paesi black list non ha però alcuna rilevanza sull’obbligo (che resta quindi in vigore) di comunicazione degli acquisti di beni senza addebito di IVA da operatori sanmarinesi (comunicazione da effettuare utilizzando il modello di comunicazione polivalente).


TRIBUTI LOCALI

Le novità fiscali del nuovo decreto “Salva Roma”

D.L. 6 marzo 2014, n.16
Il D.L. 6 marzo 2014, n.16 (noto come “Salva Roma”) prevede anche alcune novità di carattere fiscale. Le principali sono:
•    la proroga al 31 marzo 2014 del termine per aderire alla mini-sanatoria delle cartelle esattoriali;
•    l'abrogazione della web tax (viene mantenuta solo la tracciabilità dei pagamenti per i servizi online);
•    in ambito TASI:
o          è prevista la possibilità per i comuni di aumentare la Tasi dello 0,8 per mille per finanziare detrazioni d'imposta o altre misure agevolative sulla prima casa;
o          sono confermate le esenzioni sugli immobili destinati esclusivamente all'esercizio del culto e sui fabbricati di proprietà della Santa Sede nel Comune di Roma indicati nei Patti Lateranensi.


RISCOSSIONE E VERSAMENTI

Il ravvedimento nella rateazione da definizione

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 4 marzo 2014, n. 25/E
La risoluzione n. 25/E del 4 marzo 2014 ha istituito i codici tributo per consentire il versamento, tramite F24, di sanzioni e interessi dovuti, in caso di ravvedimento, sugli importi rateizzati a seguito di definizione dell’accertamento, accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e mediazione.
Ricordiamo che per tali istituti le norme prevedono la decadenza dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva.
Il ravvedimento del versamento della rata omessa entro il termine previsto per il pagamento della rata successiva salva invece il piano di rateazione.
(Vedi l’Approfondimento)


AGEVOLAZIONI

Definitivi i crediti d’imposta previsti dal decreto “Destinazione Italia”

D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito in legge 21 febbraio 2014 n. 9
Il D.L. c.d. “Destinazione Italia” è stato definitivamente convertito in legge; riassumiamo le principali novità intervenute in fase di conversione:
·         è previsto un credito d’imposta per le imprese (aventi un fatturato annuo inferiore a 500 milioni di euro, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato) che investono in attività di ricerca e sviluppo. Il credito d’imposta credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione e sarà riconosciuto nella misura del 50% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di R&S; l’importo massimo annuale sarà di euro 2.500.000 per ciascun beneficiario;
·         è riconosciuto un credito d’imposta del 19% agli esercizi commerciali che effettuano vendita di libri al dettaglio (anche in formato digitale, purché muniti di codice ISB) nei confronti di studenti delle scuole superiori (dietro presentazione di specifico voucher).


IRAP

IRAP deducibile anche per indennità di trasferta e incentivi all’esodo

Agenzia delle Entrate, Circolare 3 aprile 2013, n. 8/E
Con la circolare n. 8/E del 3 aprile 2013 l’Agenzia Entrate ha precisato che la deduzione analitica dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente può essere fatta valere anche con riferimento alle indennità di trasferta, alle somme corrisposte a titolo di "incentivo all’esodo" e a quelle accantonate per il trattamento di fine rapporto o per altre erogazioni attinenti il rapporto di lavoro dipendente e assimilato da effettuarsi negli esercizi successivi.
(Vedi l’Approfondimento)

 

SANZIONI

Amministratore “colpevole”, nei confronti della società, per gli omessi versamenti fiscali

Corte di Cassazione, Sentenza 5 marzo 2014, n. 5105
La Corte di Cassazione ha sentenziato che l'amministratore che omette il versamento delle imposte è tenuto a risarcire la società dei danni provocati, anche se l’omissione è dovuta a mancanza di liquidità. Secondo la Cassazione l'amministratore, riscontrata la crisi finanziaria della società, avrebbe dovuto convocare l'assemblea per deliberare l'aumento di capitale e il conseguente rifinanziamento o la liquidazione della società.


IMPOSTE DIRETTE

La deducibilità dell’indennità suppletiva di clientela

Agenzia delle Entrate, Circolare 8 novembre 2013, n. 33/E
L’indennità suppletiva di clientela costituisce, insieme all’indennità di risoluzione del rapporto e all’indennità di meritocrazia, l’indennità di cessazione del rapporto di agenzia.
Per anni si è dibattuto se la deducibilità di tale indennità fosse riconosciuta “per cassa” o per competenza.
Con la circolare n. 33/E del 2013 l’Agenzia delle Entrate ha finalmente recepito quanto sancito dalla giurisprudenza prevalente e ha confermato che gli accantonamenti effettuati dalla casa mandante per l’indennità suppletiva di clientela sono deducibili secondo il criterio di competenza, ferma restando la tassazione separata (su opzione) in capo all’agente persona fisica o socio di società di persone.


SOCIETA'

RI QR Code: il nuovo codice identificativo dei documenti ufficiali della Camera di Commercio

Il RI QR Code (Registro Imprese Quick Response Code) è il nuovo codice identificativo dei documenti ufficiali della Camera di Commercio, tramite il quale è possibile verificare la corrispondenza tra il documento che si possiede e quello digitale archiviato dal Registro Imprese al momento dell'estrazione.
Tramite questo codice a barre bidimensionale si può avere accesso, sia da dispositivi mobili che da personal computer, alla copia digitale del documento estratto, conservata per la durata di cinque anni.
Nel caso in cui il RI QR Code non risulti avere origine da un documento camerale ufficiale, il servizio lo segnalerà all'utente.
Per accedere tramite dispositivi mobili è necessario scaricare l'applicazione gratuita "RI QR Code", sul proprio cellulare, smartphone o tablet direttamente dai principali store su Internet, o attraverso il Portale www.registroimprese.it o ancora dai siti dei Distributori ufficiali di InfoCamere. Dopo aver installato l'RI QR Code sarà sufficiente aprire l'applicazione e inquadrare il codice stampato sulla prima pagina del documento.



APPROFONDIMENTI

RISCOSSIONE E VERSAMENTI

La rateazione dei versamenti dovuti in seguito ai controlli automatici e formali
L'attività di accertamento dell'Amministrazione finanziaria prevede delle procedure cosiddette di "controllo formale" volte a rettificare le dichiarazioni presentate dai contribuenti attraverso il semplice riscontro del contenuto delle stesse e senza svolgere attività ispettive particolari. I controlli formali sono quindi indirizzati a correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella redazione delle dichiarazioni.
Tali controlli sono previsti, ai fini delle imposte dirette, dagli artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973, mentre per l'Iva sono stabiliti dall'art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.
Gli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 stabiliscono le procedure per i controlli automatizzati delle dichiarazioni: se da tali controlli emerge un risultato diverso da quello indicato dal contribuente, l'ufficio provvede a inviare una comunicazione in cui vengono evidenziate le rettifiche effettuate, le imposte, le sanzioni e gli interessi da versare
L'articolo 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 stabilisce invece la procedura per il controllo formale delle dichiarazioni: se dal controllo emergono delle differenze, l'ufficio comunica al contribuente le rettifiche apportate e le imposte, le sanzioni e gli interessi da versare, attraverso la notifica a mezzo posta di avvisi bonari con l'indicazione dei motivi che hanno generato la rettifica.
Ai contribuenti destinatari di questi atti è offerta la possibilità di definire quanto richiesto entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione o dell'avviso bonario.
Il versamento effettuato entro il termine indicato comporta l'applicazione della sanzione ridotta al 10% (cioè un terzo del 30% di cui all'art. 13, D.Lgs. n. 471/1997), nel caso dei controlli automatici, e del 20% (cioè due terzi del 30%), nel caso di avvisi bonari notificati a seguito dei controlli formali.

In entrambi i casi (controlli formali o automatici) il versamento di quanto richiesto (e dovuto) può essere rateizzato (art. 3-bis del D.Lgs. n. 462/1997), con rate trimestrali di pari importo o di importo decrescente. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione (la data di elaborazione è riportata sulla comunicazione stessa).
Il numero massimo di rate trimestrali dipende dall’importo da versare:
·         fino a 5.000 euro, si può pagare in un massimo di 6 rate;
·         oltre 5.000 euro, il debito può essere suddiviso al massimo in 20 rate.
La prima rata va versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. Le rate successive scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.
Il versamento va effettuato tramite il modello di pagamento F24, nel quale devono essere indicati separatamente l’importo della rata e quello degli interessi per la rateazione.
In caso di mancato pagamento della prima rata entro i 30 giorni dal ricevimento della comunicazione o di una rata diversa dalla prima entro il termine di pagamento di quella successiva, i benefici della rateazione (compresa la riduzione delle sanzioni) sono persi definitivamente.

La risoluzione n. 25/E del 4 marzo 2014 ha istituito i codici tributo per consentire il versamento, tramite F24, di sanzioni e interessi dovuti, in caso di ravvedimento, sugli importi rateizzati a seguito di definizione dell’accertamento, accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e mediazione.

IRAP

La deducibilità dell’IRAP dal reddito d’impresa
L’art. 2 del D.L. n. 201 del 2011 prevede che a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 sia ammesso in deduzione del reddito imponibile, un importo pari all’IRAP relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del D.Lgs. n. 446 del 1997 (sono queste ultime le deduzioni relative ai contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro, alle spese e ai contributi assistenziali sostenuti per il personale dipendente a tempo indeterminato, alle spese relative agli apprendisti, ai disabili e al personale assunto con contratto di formazione e lavoro, ai costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo, alle indennità di trasferta per le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci e alle deduzioni previste per i contribuenti "minori", che non superano determinate soglie del valore della produzione netta).

La deduzione analitica dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente può essere fatta valere a condizione che alla formazione del valore della produzione imponibile abbiano concorso spese per redditi di lavoro dipendente, di cui all’art. 49 del TUIR e per redditi assimilati ai sensi del successivo art. 50. Sono da considerare ai fini della deduzione in esame, inoltre, le indennità di trasferta, le somme corrisposte a titolo di "incentivo all’esodo" e quelle accantonate per il trattamento di fine rapporto o per altre erogazioni attinenti il rapporto di lavoro dipendente e assimilato da effettuarsi negli esercizi successivi, fermo restando la necessità di recuperare a tassazione la quota IRAP dedotta nel caso in cui la quota accantonata si rilevi successivamente superiore a quella effettivamente sostenuta.

Per la determinazione della deduzione spettante in ciascun periodo di imposta, occorre considerare l’imposta versata nel periodo di riferimento a titolo di saldo del periodo di imposta precedente e di acconto di quello successivo nei limiti, per quanto concerne l’acconto, dell’imposta effettivamente dovuta.
Quindi l’IRAP versata in acconto concorre al calcolo dell’importo deducibile solo se e nei limiti in cui rifletta l’imposta effettivamente dovuta. Ciò in considerazione del fatto che la quota di acconto versata in eccesso rispetto all’IRAP di competenza, quale risulta dalla liquidazione definitiva del debito di periodo, non può essere computata nel calcolo della deduzione in quanto costituisce credito dell’esercizio medesimo.

La nuova deduzione analitica sul costo del lavoro non fa venire meno la deduzione forfetaria del 10% riferibile agli interessi passivi e oneri assimilati. In assenza di un’esplicita indicazione normativa contraria da parte del legislatore e di chiarimenti contenuti nella relazione illustrativa, l’Agenzia Entrate ha infatti precisato (nella circolare 8/E del 3 aprile 2013) che "il contribuente può assumere, ai fini del calcolo della deduzione forfetaria, l’IRAP complessiva procedendo, al tempo stesso, al calcolo analitico dell’IRAP sul costo del lavoro, senza necessità di applicare alcun correttivo alle discipline naturali a causa della loro coesistenza".
Quindi si può concludere che è riconosciuta al contribuente la possibilità di dedurre, ai fini delle imposte sui redditi:
·         la quota IRAP commisurata all’ammontare di imponibile corrispondente al costo per lavoro dipendente e assimilato non ammesso in deduzione;
·         il 10% dell’IRAP complessiva versata, a condizione che concorrano alla determinazione della base imponibile interessi passivi e oneri assimilati indeducibili.