Pellizza da Volpedo

Pellizza da Volpedo

lunedì 16 ottobre 2017

rassegna fiscale periodica


IN BREVE
·         Spesometro: omessa comunicazione sanabile con il ravvedimento operoso
·         Rimborso IVA del terzo trimestre 2016: modello TR da trasmettere entro ottobre
·         Visto di conformità sul Modello REDDITI 2017
·         Invio telematico del Modello 770/2017 entro il 31 ottobre
·         Regime forfettario: requisiti per il mantenimento del regime agevolato
·         Aggiornati i software di compilazione e controllo per la registrazione dei contratti di locazione
·         Operativo il cumulo gratuito dei contributi previdenziali per i professionisti
·         Investimenti in attività di R&S: indicazioni sulla corretta determinazione del credito di imposta
·         Il MEF pubblica le linee guida dei Piani individuali di risparmio (PIR)
·         Aggiornata la modulistica del Registro delle imprese
·         Il MISE a servizio di cittadini e imprese per velocizzare il sistema delle autorizzazioni
·          
APPROFONDIMENTI
·         L’istituto del ravvedimento operoso per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute
·         Regime forfettario: il superamento dei limiti e l’uscita dal regime


IN BREVE

IVA
Spesometro: omessa comunicazione sanabile con il ravvedimento operoso
Il 16 ottobre 2017 scade il termine (posticipato dal Mef con Comunicato Stampa n. 163 del 4 ottobre 2017) per l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.
Viste le numerose difficoltà che contribuenti e professionisti hanno incontrato nell’espletare l’adempimento ricordiamo che è possibile sanare il mancato invio tramite l’istituto del ravvedimento operoso.
L'Agenzia Entrate con la Risoluzione n. 104/E pubblicata in data 28 luglio 2017 aveva fornito chiarimenti in merito agli aspetti sanzionatori e al ravvedimento operoso dell’adempimento.

Vedi l’Approfondimento


IVA
Rimborso IVA del terzo trimestre 2017: modello TR da trasmettere entro ottobre
I contribuenti IVA che hanno realizzato nel trimestre solare un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma (o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi), devono presentare il modello TR entro la fine del mese successivo e, quindi, entro il prossimo 31 ottobre per il rimborso relativo al terzo trimestre 2017.
Il credito IVA infrannuale può essere richiesto a rimborso (art. 38-bis, secondo comma, D.P.R. n. 633/1972):
·         dai contribuenti che esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano operazioni soggette a imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni;
·         dai contribuenti che effettuano operazioni non imponibili (artt. 8, 8-bis e 9 del D.P.R. n. 633/1972) per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni effettuate;
·         dai contribuenti che hanno effettuato nel trimestre acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili;
·         dai soggetti non residenti e senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, identificati direttamente (art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972) o che hanno nominato un rappresentante residente nel territorio dello Stato;
·         dai soggetti che effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività: prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali; prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni indicate nell’art. 19, comma 3, lettera a-bis del D.P.R. n. 633/1972 (art. 8 della legge comunitaria n. 217/2011).

Se, in alternativa alla richiesta di rimborso, si chiede l’utilizzo in compensazione del credito IVA, occorre tener conto del fatto che, in linea generale, l’utilizzo in compensazione del credito infrannuale è consentito solo dopo la presentazione dell’istanza.
Il D.L. n. 50/2017 ha modificato i limiti e gli adempimenti per la compensazione orizzontale dei crediti trimestrali IVA, introducendo l’obbligo del visto di conformità (o sottoscrizione alternativa) sul modello IVA TR in presenza di compensazioni orizzontali di importo superiore a 5.000 euro annui. L’obbligo del visto è correlato all’importo indicato nell’istanza; la verifica del limite di 5.000 euro è effettuata sommando i tutti i crediti trimestrali richiesti in compensazione nell’anno.
La compensazione in misura superiore a 5.000 euro è ammessa a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.
Per qualunque importo, la compensazione deve avvenire solo con i canali telematici Entratel o Fisconline.


DICHIARAZIONI
Visto di conformità sul Modello REDDITI 2017
Scade il prossimo 31 ottobre (per effetto della proroga disposta con D.P.C.M. 26 luglio 2017) il termine per l’invio delle dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2016.
Per effetto delle nuove disposizioni, nel caso siano presenti crediti d’imposta superiori a 5.000 euro è necessario, al fine di utilizzare il credito in compensazione, l’apposizione del visto di conformità da parte di un professionista abilitato. In caso di mancata apposizione del visto, le sanzioni sono pari al 30% del credito indebitamente utilizzato in compensazione.
Non è l’entità del credito che determina la necessità del visto di conformità, ma solo il suo eventuale utilizzo in compensazione orizzontale sopra la soglia dei 5.000 euro.


DICHIARAZIONI
Invio telematico del modello 770/2017 entro il 31 ottobre
La presentazione del modello 770/2017 scadrà il 31 ottobre 2017, per effetto della proroga disposta con D.P.C.M. 26 luglio 2017.
L’eventuale mancata della presentazione potrà essere sanata entro il 29 gennaio 2018 mediante l’istituto del ravvedimento operoso, con il pagamento della sanzione di 25,82 euro.
Da quest’anno il modello 770 è unico e riunisce i dati contenuti nell’ex modello 770 semplificato (ritenute da redditi di lavoro dipendente/assimilato e autonomo) e i dati dell’ex modello 770 ordinario (redditi di capitale).


REGIMI AGEVOLATI
Regime forfettario: requisiti per il mantenimento del regime agevolato
La chiusura ormai prossima dell’esercizio 2017 comporta la necessità di compiere una serie di valutazioni sulla convenienza del regime fiscale adottato e sulla possibilità di mantenerlo anche per il futuro.
È quindi opportuno che il lavoratore autonomo o l’imprenditore individuale, che abbia adottato il cosiddetto regime forfettario disciplinato dalla legge n. 190/2015, verifichi per tempo il rispetto dei requisiti per il mantenimento del regime agevolato e, se così non fosse, gli effetti che ne potrebbero scaturire.

Vedi l’Approfondimento


IMMOBILI
Aggiornati i software di compilazione e controllo per la registrazione dei contratti di locazione
A partire dallo scorso 19 settembre per effettuare la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e per i relativi adempimenti successivi è diventato obbligatorio l'utilizzo del modello RLI approvato con il provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017.
Nei primi giorni di utilizzo il software presentava alcune problematiche, pertanto l'Agenzia Entrate ha da poco aggiornato il software di compilazione e di controllo del modello, utile anche per comunicarne eventuali proroghe, cessioni o risoluzioni.
Ricordiamo che l’RLI può essere utilizzato anche per esercitare l’opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell’immobile oggetto di locazione o affitto.
Il software è disponibile sul sito dell’Agenzia Entrate.


PREVIDENZA
Operativo il cumulo gratuito dei contributi previdenziali per i professionisti
Inps, Circolare 12 ottobre 2017, n. 140
È stata emanata dall’Inps la Circolare 12 ottobre 2017, n. 140, con la quale l’Istituto previdenziale fornisce le istruzioni applicative sul cumulo gratuito dei contributi previdenziali versati alle casse di previdenza dei professionisti. Per effetto della legge di Bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232), infatti, possono essere cumulati i periodi assicurativi diversi maturati presso l’Assicurazione generale obbligatoria (AGO), le forme sostitutive ed esclusive dalla stessa, la gestione separata Inps per i lavoratori autonomi, nonché, a decorrere da quest’anno, le Casse di previdenza dei liberi professionisti.
Il cumulo, in pratica, consente di sommare gratuitamente tutti e interamente i periodi assicurativi, non coincidenti, maturati presso le suddette gestioni, e in tal modo totalizzare i requisiti anagrafici e contributivi per il conseguimento del diritto ad un’unica pensione (di vecchiaia, anticipata, di inabilità, ai superstiti).
I soggetti che intendono esercitare la facoltà di cumulo devono presentare la relativa domanda all’Ente previdenziale di ultima iscrizione e, in particolare, alla forma assicurativa dove risulta accreditata l’ultima contribuzione a favore del lavoratore. Nel caso in cui il soggetto interessato al cumulo risulti da ultimo iscritto a più forme assicurative ha facoltà di scegliere quella alla quale inoltrare la domanda.
Il pagamento dei trattamenti pensionistici in regime di cumulo è effettuato dall’INPS che stipula apposite convenzioni con gli Enti di previdenza privati interessati. L’onere dei trattamenti è a carico delle singole gestioni e forme pensionistiche, ciascuna in relazione alla propria quota.
L’Inps precisa, inoltre, che ulteriori istruzioni sulla materia in oggetto saranno emanate dall’Istituto a seguito della stipula dei previsti rapporti convenzionali con le Casse professionali.


AGEVOLAZIONI
Investimenti in attività di R&S: indicazioni sulla corretta determinazione del credito di imposta
Agenzia Entrate, Risoluzione 9 ottobre 2017, n. 121/E
Con la Risoluzione n. 121/E del 9 ottobre 2017 l'Agenzia Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla corretta determinazione del "credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo" nell'ipotesi in cui il soggetto che intenda fruirne modifichi l'ambito temporale dell'esercizio sociale, rendendolo non più coincidente con l'anno solare.
Per semplificare viene ipotizzato il caso di una società che, nel 2015, anticipi la chiusura dell'esercizio, dal 31 dicembre al 31 agosto, determinando in questo modo, nello stesso anno, due distinti periodi di imposta:
·         1° gennaio 2015 - 31 agosto 2015;
·         1° settembre 2015 - 31 agosto 2016.

Nel caso ipotizzato, il primo periodo di imposta di applicazione dell'agevolazione risulta essere quello compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 31 agosto 2015. Assumono dunque rilevanza anche i periodi di imposta che vengano a determinarsi a seguito del mutamento della cadenza dell'esercizio sociale. La media degli investimenti pregressi va, conseguentemente, determinata avendo riguardo ai periodi di imposta 1° gennaio - 31 dicembre 2012, 2013 e 2014.
Di conseguenza, ai fini del calcolo del credito di imposta spettante, nel caso ipotizzato i costi ammissibili sostenuti nel primo periodo agevolato (1° gennaio 2015-31 agosto 2015) vanno confrontati con la media dei costi agevolabili sostenuti nei periodi 2012, 2013 e 2014 che, per omogeneità con la durata del periodo rilevante ai fini del calcolo del beneficio, va ragguagliata a otto mesi.
I contribuenti che si sono comportati in modo diverso - ad esempio considerando come primo periodo di imposta agevolato quello compreso fra il 1° settembre 2015 e il 31 agosto 2016 (e, come triennio di riferimento, il 2012-2014) - possono "recuperare" l'annualità presentando una dichiarazione integrativa, ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 22 luglio 1998 n. 322.


AGEVOLAZIONI
Il MEF pubblica le linee guida dei Piani individuali di risparmio (PIR)
Linee Guida Piani di risparmio a lungo termine (PIR)
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato le linee guida relative ai "piani di risparmio a lungo termine", i cosiddetti PIR, per i quali è stato delineato uno speciale regime fiscale agevolativo.
Si tratta di una incentivazione fiscale del risparmio di lungo termine finalizzata a offrire maggiori opportunità di rendimento alle famiglie, aumentare le opportunità delle imprese di ottenere risorse finanziarie per investimenti di lungo termine, favorire lo sviluppo dei mercati finanziari nazionali.

Le linee guida forniscono chiarimenti sulle principali questioni interpretative evidenziate dalle associazioni di categoria, in particolare:
·         relativamente all'ambito soggettivo dell'agevolazione: la possibilità per un minore di essere titolare di un PIR; le conseguenze derivanti dal trasferimento all'estero della residenza del titolare e le conseguenze derivanti dal decesso del titolare del PIR;
·         relativamente all'ambito oggettivo dell'agevolazione: quali sono gli strumenti finanziari che possono formare il PIR; i vincoli di composizione e il limite alla concentrazione del PIR con particolare riguardo alle modalità di computo degli stessi nell'ambito delle gestioni collettive (OICR e contratti di assicurazione); i limiti all'entità dell'investimento avendo riguardo alla rilevanza dei proventi conseguiti dall'investitore;
·         relativamente al funzionamento del PIR: le modalità di costituzione; le movimentazioni (cessione e rimborso) degli strumenti finanziari contenuti nel PIR con particolare riguardo alle modalità di computo del vincolo di detenzione quinquennale; gli eventi che comportano l'attivazione del meccanismo di recupero a tassazione (c.d. recapture) precisando quale aliquota si applica.


SOCIETÀ
Aggiornata la modulistica del Registro delle imprese
D.Dirett. 13 settembre 2017
È stato pubblicato, sul sito Internet del Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto direttoriale 13 settembre 2017, recante "Approvazione delle specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all'ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico. Integrazione del DM 18 ottobre 2013".
Il decreto apporta modifiche ed integrazioni alle specifiche tecniche su cui è costruita la modulistica del Registro delle imprese e del REA.

In particolare, il decreto apporta integrazioni alle specifiche tecniche in essere con:
·         modifiche ai codici relativi ai comuni o alle corrispondenti denominazioni (tabella COM) per accorpamenti e variazioni intervenuti;
·         integrazioni delle autorizzazioni all'assolvimento del bollo virtuale (tabella VRT) per intervenute variazioni;
·         l'introduzione di tre nuovi codici nella tabella DOC ("tabella tipo documento") (Codici C47 - R09 - D36);
·         modifiche al tracciato b95_fd68, introducendo un nuovo riquadro nel modulo S1, denominato riquadro 20, "Altri atti e fatti soggetti ad iscrizione e a deposito".

Le presenti specifiche tecniche acquistano efficacia a decorrere dal 15 ottobre 2017.
A partire dal 1° dicembre 2017 non potranno più essere utilizzati programmi realizzati sulla base delle specifiche tecniche approvate con precedenti decreti ministeriali.


ADEMPIMENTI
Il MISE a servizio di cittadini e imprese per velocizzare il sistema delle autorizzazioni
Mise, Comunicato Stampa 4 ottobre 2017
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato di aver attivato una casella di posta elettronica, adempimentiinutili@mise.gov.it, utile a cittadini ed imprese per segnalare procedure burocratiche di competenza del Mise troppo complesse e caotiche e quindi semplificabili. Lo scopo principale è quello di velocizzare e rendere più trasparente il sistema delle autorizzazioni.
Il MISE, già dalle prossime settimane, provvederà ad analizzare le segnalazioni pervenute per poi dare corso ad una rapida e incisiva azione di semplificazione e digitalizzazione.


APPROFONDIMENTI

IVA
L’istituto del ravvedimento operoso per la comunicazione
dei dati delle fatture emesse e ricevute
Il 16 ottobre 2017 scade il termine (posticipato dal Mef con Comunicato Stampa n. 163 del 4 ottobre 2017) per l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.
Viste le numerose difficoltà che contribuenti e professionisti hanno incontrato nell’espletare l’adempimento ricordiamo che è possibile sanare il mancato invio tramite l’istituto del ravvedimento operoso.
L'Agenzia Entrate con la Risoluzione n. 104/E pubblicata in data 28 luglio 2017 aveva fornito chiarimenti in merito agli aspetti sanzionatori e al ravvedimento operoso dell’adempimento.

Sanzioni - Per l'omissione o errata trasmissione dei dati delle fatture si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, con un limite massimo di 1.000 euro ogni trimestre. È stata disposta la riduzione alla metà, entro quindi il limite massimo di 500 euro, della sanzione se la trasmissione viene effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria o se nel medesimo termine viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Ravvedimento operoso - Ai fini della regolarizzazione delle violazioni predette è possibile applicare l'istituto del ravvedimento operoso ex art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997.
La violazione per l'omissione o l'errata trasmissione dei dati può essere regolarizzata inviando la nuova o omessa dichiarazione e applicando alle sanzioni le riduzioni previste a seconda del momento in cui viene effettuato il versamento, e quindi:
·         a 1/9 della sanzione in caso di regolarizzazione entro 90 giorni;
·         a 1/8 della sanzione in caso di regolarizzazione entro l'anno successivo;
·         a 1/7 della sanzione in caso di regolarizzazione entro il secondo anno successivo;
·         a 1/6 della sanzione in caso di regolarizzazione oltre il secondo anno successivo;
·         a 1/5 della sanzione in caso di regolarizzazione dopo la notifica dell'atto amministrativo.


Esempio
Ipotizzando, come indicato nella Risoluzione delle Entrate n. 104/E/2017, un'errata comunicazione di 180 fatture, la sanzione base sarebbe pari a 360 euro, ridotta a 180 euro se la correzione dell'adempimento avviene entro 15 giorni dalla scadenza e ulteriormente ridotta a seconda di quando viene realizzato il pagamento.
In caso di correzione e pagamento entro 15 giorni, la sanzione nel caso proposto sarà pari a 20 euro (360 x 50% = 180 x 1/9 = 20).


REGIMI AGEVOLATI
Regime forfettario: il superamento dei limiti e l’uscita dal regime
La chiusura ormai prossima dell’esercizio 2017 comporta la necessità di compiere una serie di valutazioni sulla convenienza del regime fiscale adottato e sulla possibilità di mantenerlo anche per il futuro.
È quindi opportuno che il lavoratore autonomo o l’imprenditore individuale che abbia adottato il cosiddetto regime forfettario disciplinato dalla legge n. 190/2015 verifichi per tempo il rispetto dei requisiti per il mantenimento del regime agevolato e, se così non fosse, gli effetti che ne potrebbero scaturire.
Da un punto di vista soggettivo il regime in esame è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione.
Da un punto di vista oggettivo invece l’accesso al nuovo regime agevolato, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti, tra cui:
·         i ricavi entro limiti stabiliti in base all’attività esercitata,
·         spese per lavoro dipendente non superiori a 5.000 euro,
·         e costo complessivo per i beni strumentali non superiore a 20.000 euro.

In estrema sintesi ricordiamo che la determinazione del reddito imponibile avviene forfettariamente, ovvero applicando le percentuali stabilite per categoria di attività. Il reddito imponibile così calcolato viene poi tassato al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuove attività).
Al superamento di uno dei limiti previsti dalla legge, il regime forfettario non può più essere adottato, ma a differenza dell’ormai “vecchio” regime dei minimi, dove era importante fare attenzione alle soglie stabilite, in quanto se superate costringeva alla immediata fuoriuscita dal regime (già in corso d’anno) e con relativo obbligo di perfezionare tutti gli adempimenti dell’anno (istituzione registri, liquidazione Iva, etc.), nel sistema forfettario lo stesso “si mantiene” nell’anno a prescindere dall’ammontare di compensi raggiunto; la fuoriuscita dal regime si determina sempre nell’anno successivo.
L’ultimo anno di permanenza nel regime potrebbe quindi godere di una tassazione agevolata, a prescindere dal volume di ricavi realizzato, che potrebbe superare (anche di molto) il limite previsto dalla norma.
D’altro canto, un minimo superamento dei limiti (anche solo di pochi euro) potrebbe far perdere l’agevolazione per l’anno successivo.
Ecco perché l’andamento dei ricavi deve essere attentamente monitorato negli ultimi mesi dell’anno, tanto più per i soggetti che operando in regime “di cassa” potrebbero tentare di governare il volume dei ricavi.

lunedì 9 ottobre 2017

avvisi bonari sprint per le liquidazioni l'Iva 2017



Lo scorso 12 giugno è scaduto il termine per la trasmissione dei dati della liquidazione IVA riferito al primo trimestre 2017. Il termine relativo al secondo trimestre 2017 è invece scaduto il 18 settembre.
In questi giorni l’Agenzia Entrate, dopo aver provveduto all’“incrocio” dei dati trasmessi con i corrispondenti F24 ricevuti (o non ricevuti), sta già inviando gli avvisi di irregolarità di cui all’art. 54 bis del D.P.R. n. 633/1972, per richiedere la regolarizzazione delle posizioni, per omesso o carente versamento dell’imposta, entro il termine di 30 giorni.

Gli avvisi di irregolarità, che seguono a una prima lettera di compliance recapitata in luglio, escludono il contribuente dalla possibilità di ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso, prevedendo la sola opportunità di riduzione della sanzione a un terzo (e quindi al 10%), se il pagamento avviene entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Il pagamento dell’importo può avvenire in un’unica soluzione o in alternativa a rate, fino a un massimo di 20 rate trimestrali che si riducono a 8 se il debito è inferiore a o uguale a 5.000 euro.

A seguito del nuovo adempimento (trasmissione dei dati delle liquidazioni IVA) il tempo disponibile per usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso (con il pagamento della sanzione del 3,75% fino al termine di presentazione della Dichiarazione IVA) è stato quindi fortemente limitato rispetto al passato, quando gli avvisi bonari potevano arrivare soltanto dopo la presentazione della dichiarazione annuale.
Su questo aspetto sono recentemente intervenute anche le associazioni di categoria dei Dottori Commercialisti che in un comunicato stampa congiunto del 2 ottobre hanno messo in evidenza l’anomalia rappresentata dal fatto che, non essendo previsto dalla norma il tempo che deve intercorrere tra l’invio della lettera di compliance e l’emissione dell’avviso di irregolarità da parte dell’Agenzia Entrate, sia di fatto l’Agenzia stessa a decidere quando emettere l’avviso che inibisce il ricorso al ravvedimento operoso.
La situazione che si è venuta a creare costituirebbe quindi un motivo in più per ritenere che il nuovo adempimento abbia come unica finalità quella di anticipare i tempi della riscossione.

L’avviso bonario
Le comunicazioni di irregolarità, anche note come “avvisi bonari”, sono regolamentate dall’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 (per le imposte dirette) e dall’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 (per l’IVA) e sono emesse a seguito dell'attività di controllo sulle dichiarazioni fiscali, sulla base dei dati dichiarati dal contribuente o, comunque, in possesso dell'Agenzia Entrate (c.d. controllo automatizzato o "liquidazione").
Le stesse comunicazioni possono derivare da controlli diretti a verificare la correttezza dei dati indicati nelle dichiarazioni e dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti attraverso un riscontro con la documentazione richiesta al contribuente oppure incrociando i dati presenti nelle dichiarazioni presentate anche da altri soggetti o trasmessi per legge all'Agenzia (c.d. "controllo formale").

Se il contribuente, a seguito della ricezione dell’avviso bonario, riconosce la validità della contestazione può regolarizzare la propria posizione mediante il pagamento, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, di una sanzione ridotta (10% per le comunicazioni da controllo automatizzato, 20% per quelle da controllo formale), oltre che dell'imposta oggetto della rettifica e dei relativi interessi.

Ricordiamo che l’emissione della comunicazione di irregolarità impedisce al contribuente la possibilità di ricorrere al ben più vantaggioso istituto del ravvedimento operoso.

Nel caso in cui, invece, il contribuente rilevi che vi siano dati non considerati o valutati erroneamente, ha la facoltà, entro 30 giorni dalla notifica, di fornire tutti i chiarimenti all’Amministrazione finanziaria, che potrà rettificare o annullare integralmente l’avviso bonario.

Qualora il contribuente decida di pagare quanto richiesto dall’Amministrazione finanziaria può chiedere di rateizzare le somme richieste nella comunicazione di irregolarità.
La rateizzazione avviene con le seguenti modalità:
·         fino a 5.000 euro, le somme possono essere rateizzate in un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo;
·         oltre 5.000 euro, le somme possono essere rateizzate in un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo.

Il mancato pagamento della prima rata entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, oppure di una delle altre rate entro il termine di pagamento di quella successiva, comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l'iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena.
Non c’è decadenza in caso di “lieve inadempimento”, ovvero insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a diecimila euro o tardivo versamento della prima rata, non superiore a sette giorni.
Nei casi di lieve inadempimento e in quelli di tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, non si procede all'iscrizione a ruolo dell'eventuale frazione non pagata, della sanzione e dei relativi interessi se il contribuente si avvale del ravvedimento entro il termine di pagamento della rata successiva ovvero, in caso di ultima rata o di versamento in unica soluzione, entro 90 giorni dalla scadenza.

Versamento sanzioni e interessi - Codici tributo
Con la risoluzione n. 132/E del 29 dicembre 2011, l’Agenzia Entrate ha istituito i codici tributo da utilizzare per il versamento delle sanzioni e degli interessi dovuti per il ravvedimento:

Codice tributo
Denominazione
8929
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli automatizzati effettuati ai sensi degli artt. 36-bis dPR n. 600/73 e 54-bis dPR n. 633/72 - art. 3-bis, c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - SANZIONE
1980
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli automatizzati effettuati ai sensi degli artt. 36-bis dPR n. 600/73 e 54-bis dPR n. 633/72 - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - INTERESSI
8931
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata relativi ad indennità di fine rapporto di lavoro dipendente e alle prestazioni in forma di capitale - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - SANZIONE
1981
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata relativi ad indennità di fine rapporto di lavoro dipendente e alle prestazioni in forma di capitale - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - INTERESSI
8932
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi relative ad arretrati e simili - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - SANZIONE
1982
“Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi relative ad arretrati e simili - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - INTERESSI”
8933
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’art. 36-ter dPR n. 600/73 - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - SANZIONE
1983
Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’art. 36-ter dPR n. 600/73 - art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 - INTERESSI

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione dell’anno di riferimento del codice atto, evidenziati nella comunicazione ricevuta dal contribuente.
Restano comunque dovuti gli interessi da rateazione.


lunedì 2 ottobre 2017

rassegna fiscale periodica



IN BREVE
·         Un’altra (mini) proroga per lo spesometro: comunicazioni fino al 5 ottobre
·         La semplificazione delle comunicazioni INTRASTAT
·         Al via i nuovi ISA
·         Dichiarazione d’intento integrativa: escluso il caso di modifica del plafond
·         Bonus Cultura anche per i diciottenni del 2017
·         Ristrutturazioni edilizie: la guida aggiornata dall'Agenzia Entrate
·         Detrazioni 70% e 75% per interventi su parti comuni di edifici condominiali: l'invio della documentazione sul portale ENEA
·         Locazioni: disponibile il nuovo Modello RLI
·         Una nuova guida fiscale per gli italiani iscritti all’AIRE
·         Obbligo del POS per commercianti e professionisti
·         Dichiarazione di successione online: il nuovo modello utilizzabile dal 12 settembre
·         La fatturazione elettronica

APPROFONDIMENTI
·         Spesometro 2017: comunicazioni fino al 5 ottobre
·         Fatturazione elettronica: verso l’obbligo per le operazioni B2B



IN BREVE

IVA
Un’altra (mini) proroga per lo spesometro: comunicazioni fino al 5 ottobre
Agenzia Entrate, Provvedimento 28 settembre 2017; Comunicato Stampa 25 settembre 2017
L’Agenzia Entrate ha comunicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate pubblicato il 28 settembre 2017, che, in considerazione dei disagi sopravvenuti nei giorni precedenti nell’invio dei dati, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017.
Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.
È possibile che nelle prossime giornate venga concessa un’ulteriore proroga.

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IVA
La semplificazione delle comunicazioni INTRASTAT
Agenzia Entrate, Provvedimento 25 settembre 2017, n. 194409
L’Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 194409 del 25 settembre 2017, ha definito e reso noto le misure di semplificazione in materia di comunicazione INTRASTAT, già previste per il 2017 ma poi prorogate al 2018 dal cosiddetto Decreto Milleproroghe.
A partire dal 2018 vengono aboliti i modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi e i modelli mensili avranno valenza esclusivamente statistica.
Sono stati modificati anche i limiti (da 50.000 e 200.000 euro trimestrali per gli acquisti di beni e da 50.000 euro a 100.000 euro trimestrali per gli acquisti di servizi) per l’individuazione dei soggetti obbligati a presentare gli elenchi acquisti con periodicità mensile.
Vengono mantenuti i modelli per le cessioni di beni e di servizi, il cui limite è rimasto invariato a 50.000 euro.
È stata invece innalzata la soglia per l’invio a fini statistici della cessione di beni che è opzionale per chi non supera i 100.000 euro di operazioni trimestrali.


ACCERTAMENTO
Al via i nuovi ISA
Agenzia Entrate, Provvedimento 22 settembre 2017, n. 191552
L’Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 191552 del 22 settembre 2017, ha individuato i primi 70 ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore.
È stato reso noto che gli altri ISA saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno; secondo l’Agenzia Entrate dal 2018 imprese e professionisti potranno avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance.
I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli ISA dovrebbero beneficiare di alcune agevolazioni: in particolare verranno esclusi gli accertamenti di tipo analitico-presuntivo e limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito.
È anche prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.
Infine, è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro.


IVA
Dichiarazione d’intento integrativa: escluso il caso di modifica del plafond
Le istruzioni al modello di dichiarazione di intento prevedono che “nell’ipotesi in cui, prima di effettuare l’operazione, si intenda rettificare o integrare i dati di una dichiarazione già presentata (ad esclusione dei dati relativi al plafond, indicati nel quadro A), è necessario inviare una nuova dichiarazione, barrando la casella “Integrativa” e indicando il numero di protocollo della dichiarazione che si intende integrare. La dichiarazione integrativa sostituisce la dichiarazione integrata”.
La Risoluzione n. 120/E del 22 dicembre 2016 precisa che “qualora l’esportatore abituale, nel medesimo periodo di riferimento, voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata deve produrne una nuova, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza IVA”.
Quindi, in tutti i casi in cui un esportatore abituale intenda “rettificare” i dati relativi al plafond precedentemente indicati in una dichiarazione di intento dovrà procedere mediante:
·           la revoca della dichiarazione di intento qualora intenda ridurre l’importo del plafond;
·           l’emissione di una nuova dichiarazione di intento (non integrativa ma nuova) qualora intenda aumentare l’importo del plafond: in quel caso dovrà indicare nella nuova dichiarazione soltanto l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza IVA.


AGEVOLAZIONI
Bonus Cultura anche per i diciottenni del 2017
Sogei, Comunicato Stampa 20 settembre 2017
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 settembre 2017 il D.P.C.M. 4 agosto 2017, n. 136 secondo cui, già a partire dal 19 settembre 2017, anche i nati nel 1999 (diciottenni) potranno iscriversi sulla piattaforma "18App" per usufruire del bonus cultura.
Il predetto bonus consiste in una carta elettronica di 500 euro assegnata a tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2017 residenti in Italia e in possesso di permesso di soggiorno se necessario.
La carta elettronica potrà essere utilizzata per l'acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata, corsi di musica, corsi di teatro, corsi di lingua straniera.


AGEVOLAZIONI
Ristrutturazioni edilizie: la guida aggiornata dall'Agenzia Entrate
Agenzia Entrate, Guida alle ristrutturazioni edilizie
L’Agenzia Entrate ha pubblicato sul proprio sito Internet la guida aggiornata al 22 settembre 2017 per le agevolazioni e detrazioni legate alle ristrutturazioni edilizie.
Gli aggiornamenti più recenti riguardano la proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, le nuove detrazioni per l’acquisto di case antisismiche, i beneficiari del diritto alle detrazioni, le regole per la detrazione (IRPEF e IRES) delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche e per la cessione del credito, le agevolazioni sull’acquisto del box auto, i pagamenti con bonifici e la proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


AGEVOLAZIONI
Detrazioni 70% e 75% per interventi su parti comuni di edifici condominiali: l'invio della documentazione sul portale ENEA
È attivo sul portale dell'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) il nuovo sito dedicato all'invio telematico della documentazione utile per usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente che, in seguito alla pubblicazione della Legge di Bilancio 2017, sono state prorogate, nella misura del 70 % e 75% per interventi realizzati su parti comuni di edifici condominiali, fino al 31 dicembre 2021.
Dal 19 settembre, quindi, è possibile inviare la documentazione necessaria per beneficiare delle suddette detrazioni, tramite il seguente sito http://finanziaria2017-condomini.enea.it/index.asp.
Per chi necessitasse di informazioni l'ENEA mette a disposizione un sito informativo.


IMMOBILI
Locazioni: disponibile il nuovo Modello RLI
L'Agenzia Entrate ha aggiornato i software di compilazione e di controllo RLI utili per la registrazione dei contratti di locazione. Dal 19 settembre, infatti, può essere utilizzato esclusivamente il nuovo modello, disponibile sul sito dell'Agenzia insieme alle istruzioni e alle specifiche tecniche, con il relativo software pubblicato nella stessa data.
Nel nuovo modello RLI "Richiesta di registrazione e adempimenti successivi - contratti di locazione e affitto di immobili", approvato con provvedimento n. 112605 del 15 giugno 2017, confluiscono tutti gli adempimenti fiscali legati alla registrazione dei contratti di locazione e affitto immobiliare, e può essere utilizzato anche per esercitare l'opzione e la revoca della cedolare secca e per comunicare i dati catastali dell'immobile oggetto di locazione o affitto.


IMPOSTE DIRETTE
Una nuova guida fiscale per gli italiani iscritti all’AIRE
Agenzia Entrate, Guida Lavoratori italiani all'estero: come evitare la doppia tassazione e usufruire del credito d'imposta
L'Agenzia Entrate ha pubblicato una nuova Guida fiscale sui lavoratori italiani all’estero che illustra a tutti i contribuenti le regole fiscali che si applicano a chi lavora all’estero ma ha ancora la residenza in Italia e quelle valide per chi è iscritto all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.
Viene chiarito come evitare la doppia imposizione, come funziona il credito per le imposte pagate all’estero e quando è necessario iscriversi all’Aire.
La guida è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
PROFESSIONISTI
Obbligo del POS per commercianti e professionisti
Entro la fine di settembre doveva essere emanato il decreto attuativo per regolamentare nel dettaglio l’obbligo del POS (Point of sales) a carico di esercenti e professionisti per accettare i pagamenti non in contanti a partire da 5 euro. Nel momento in cui scriviamo non risulta però ancora emanato.
L’obbligo è stato riscritto dalla legge di Stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), dopo che già era stato introdotto da un decreto del Governo Monti (D.L. n. 179/2012) e poi attuato da un decreto congiunto dell’Economia e dello Sviluppo economico.
Nella riscrittura è stata ridotta la soglia dell’obbligo da cui vanno accettati i pagamenti con carta o bancomat (da 30 a 5 euro, appunto) ed è stato previsto che venisse definita una sanzione per chi non si adegua.
La sanzione (che è in via di definizione nel citato decreto attuativo) dovrebbe essere pari a 30 euro per ciascuna violazione.
Potrebbero essere previsti esoneri per professionisti con attività circoscritta/limitata.
Tanto dovrà ancora essere definito, ma nel frattempo consigliamo a commercianti e professionisti che fossero ancora sprovvisti di POS di prendere contatti con i propri istituti bancari per avere un preventivo per l’installazione e il mantenimento dell’apparecchio e di rivolgersi eventualmente anche ai propri ordini territoriali o rappresentanti di categoria per venire a conoscenza di eventuali convenzioni.


DICHIARAZIONI
Il conto PayPal deve essere dichiarato
Il conto PayPal offre la possibilità, essendo associato ad una carta di credito ad una carta prepagata, di effettuare pagamenti per acquisti online o di inviare pagamenti ad un altro conto PayPal ed è ormai utilizzato da tantissimi utenti. PayPal è una società con sede legale in Lussemburgo, pertanto aprire un conto con PayPal significa, di fatto, aprire un conto corrente all'estero.
L’obbligo di compilazione del quadro RW, per investimenti patrimoniali e finanziari esteri detenuti da persone fisiche residenti in Italia, sussiste laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’Ivafe, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a 5.000 euro. Di conseguenza, andrà compilato il quadro RW ai fini Ivafe se il corrente estero in questione ha avuto giacenza media maggiore di 5.000 euro, ma nel corso dell’anno non ha superato come valore massimo i 15.000 euro.
Andrà altresì compilato, solo ai fini del monitoraggio e non Ivafe, se il conto corrente estero ha avuto giacenza media inferiore a 5.000 euro ma come valore massimo ha superato i 15.000 euro.


DICHIARAZIONI
Dichiarazione di successione online: il nuovo modello utilizzabile dal 12 settembre
Dal 12 settembre può essere utilizzato il nuovo modello di successione online, approvato, con le relative istruzioni per la compilazione, con il Provvedimento n. 112426 del 15 giugno 2017.
Il modello consente di:
·           compilare e trasmettere telematicamente la dichiarazione;
·           assolvere gli obblighi tributari;
·           calcolare le imposte ipotecarie, catastali e i tributi speciali da versare in autoliquidazione;
·           richiedere le volture catastali degli immobili.
L'Agenzia Entrate informa inoltre dell'aggiornamento dei software di compilazione e di controllo, utili per l'invio telematico della dichiarazione di successione.
IVA
La fatturazione elettronica
È in vigore dal 6 giugno 2014 l’obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori di prestazioni e cessioni di beni nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.
Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per i fornitori dei Comuni e di tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione (istituti scolastici pubblici, strutture sanitarie pubbliche, tribunali, ecc.).
I soggetti “obbligati” alla fatturazione elettronica sono quindi tutti i fornitori (imprese e professionisti) della Pubblica Amministrazione.
Ma la strada è tracciata per una progressiva diffusione della fatturazione elettronica anche per i rapporti tra soggetti privati.

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APPROFONDIMENTI

IVA
Spesometro 2017: comunicazioni fino al 5 ottobre
L’Agenzia Entrate ha comunicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate pubblicato il 28 settembre 2017, che, in considerazione dei disagi sopravvenuti nei giorni precedenti nell’invio dei dati, saranno ritenute tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017.
Inoltre, gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza.
È possibile che nelle prossime giornate venga concessa un’ulteriore proroga.
La comunicazione dei delle fatture è stata introdotta dall’art. 4 del D.L. n. 193/2016, che è andato a sostituire l’art. 21 del D.L. n. 78/2010, che regolamentava lo spesometro annuale.
Solo per il 2017 la scadenza per l’invio dei dati è stata stabilita semestralmente (dal 2018 avrà cadenza trimestrale) e la prima scadenza era fissata per il 18 settembre 2017.
Una prima proroga fino al 28 settembre 2017 è stata disposta tramite comunicato stampa del MEF n. 147 del 1 settembre 2017 (seguito da pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta Ufficiale n. 224) per venire incontro alle esigenze dei soggetti passivi IVA e degli intermediari abilitati, a fronte dei ritardi registrati nel rilascio di adeguati chiarimenti e di conseguenza dei software di compilazione e invio della comunicazione.
Successivamente, in data 25 settembre, l’Agenzia Entrate, tramite comunicato stampa, ha annunciato uno nuovo slittamento per il 5 ottobre.
Questo nuovo differimento del termine è dovuto ai tanti problemi riscontrati per l’invio dei dati, in primis proprio sul portale dell’Agenzia Entrate.
Dalla sera del 22 settembre, infatti, la piattaforma “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia Entrate, è stata temporaneamente sospesa rendendo così impossibile l’accesso per l’invio dei dati richiesti dalla comunicazione. I canali di invio tramite i software gestionali degli intermediari o dei soggetti abilitati hanno continuato a funzionare, come ha ricordato l’Agenzia, ma è indubbio che le difficoltà siano numerose e che i chiarimenti e le soluzioni fornite, in tempi altresì ristretti, non si sono rivelati sufficienti.
È stato anche riscontrato un grave problema di privacy: dopo aver effettuato l’accesso al portale dell’Agenzia con le credenziali Entratel, si poteva accedere ai dati dello spesometro di un contribuente semplicemente inserendo il suo codice fiscale, mentre con il codice fiscale di un intermediario si potevano vedere i dati relativi a tutti i suoi clienti.
Per tutte queste ragioni è ipotizzabile un’ulteriore proroga o provvedimenti più a lungo termine e la disapplicazione di sanzioni per errori o ritardi riguardanti questo primo invio.

IVA
Fatturazione elettronica: verso l’obbligo per le operazioni B2B
È in vigore dal 6 giugno 2014 l’obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori di prestazioni e cessioni di beni nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.
Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per i fornitori dei Comuni e di tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione (istituti scolastici pubblici, strutture sanitarie pubbliche, tribunali, ecc.).
I soggetti “obbligati” alla fatturazione elettronica sono quindi tutti i fornitori (imprese e professionisti) della Pubblica Amministrazione.
Ma la strada è tracciata per una progressiva diffusione della fatturazione elettronica anche per i rapporti tra soggetti privati.
Negli ultimi anni l’Amministrazione Finanziaria ha incoraggiato il processo di digitalizzazione dei documenti fiscali con l’intenzione di arrivare presto ad un generalizzato obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni effettuate in ambito B2B.
Il D.Lgs. n.127 del 5 agosto 2015 ha previsto che dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA possano utilizzare la fatturazione elettronica (fatturaPA) anche tra privati utilizzando il portale gratuito messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate (che si affianca al Sistema di Interscambio).
Per le imprese e i professionisti (soggetti passivi IVA) che adottano la fatturazione elettronica è previsto l’esonero dalle seguenti comunicazioni:
·           comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (spesometro);
·           comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA domiciliati in Stati “black list”;
·           comunicazione dei dati dei contratti stipulati dalle società di leasing (ovvero dai soggetti che svolgono attività di locazione e noleggio);
·           comunicazione degli acquisti effettuati presso operatori economici di San Marino con l’assolvimento dell’IVA mediante autofattura;
·           comunicazioni dei modelli INTRASTAT riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti.
Un’ulteriore agevolazione riguarda la possibilità di ottenere il rimborso IVA in via prioritaria.
Infine, per i soggetti che esercitano l’opzione, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati di tutti i corrispettivi sostituiscono gli obblighi di:
·           certificazione dei corrispettivi mediante l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale;
·           registrazione sull’apposito registro dell’ammontare complessivo dei corrispettivi e delle relative imposte.